Spesso abbiamo discussioni con i clienti che vorrebbero entrare in farmacia con il cane. C’è una normativa specifica?

Per l’art. 83, lett. c), del DPR 320/1954, i cani possono essere condotti nella via pubblica e/o in altri luoghi aperti al pubblico purché tenuti al guinzaglio o, in alternativa, con la museruola [fermo il divieto – espresso nel regolamento CE n. 852 del 2004 – di accesso nei luoghi dove vengono preparati, conservati o trattati alimenti].
Anche il locale farmacia è naturalmente aperto al pubblico, cioè un luogo di proprietà privata accessibile alla generalità ma con l’obbligo del rispetto di eventuali regole o limitazioni di ingresso fissate dal titolare dell’esercizio.
Il Min. Salute ha comunque adottato uno specifico provvedimento (6 agosto 2013) sulla tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dai cani, sancendo all’art. 1, comma 3, lett. a), l’obbligo per i loro padroni di avere sempre l’animale al guinzaglio (lungo non più di metri 1,5) e però con la possibilità, in caso di necessità o di richiesta di una pubblica autorità, di applicargli una museruola. Quindi, in pratica, guinzaglio e museruola.
C’è infine, ed è quella generalmente più dettagliata, la normativa a livello regionale o comunale: ad esempio, il Comune di Roma ha approvato nel 2005 il “Regolamento Comunale Tutela Animali di Roma”, il cui art. 32 – disciplinando l’accesso dei cani negli esercizi pubblici – consente al titolare dell’impresa, previa comunicazione all’Ufficio competente per la tutela degli animali, di interdire il loro ingresso nei locali destinati all’attività e al contatto con il pubblico dei consumatori.
Concludendo, è facoltà del titolare della farmacia ammettere o meno i cani all’interno del locale, con l’obbligo però di apporre un apposito cartello ben visibile all’entrata laddove abbia ritenuto di non consentire l’ingresso agli amici a quattro zampe.
L’eccezione riguarda i cani-guida per i non vedenti, anche non muniti di museruola: è prevista una multa di € 500 a € 2.500 a carico di chi ne vieti l’accesso in qualunque esercizio pubblico, compresa quindi la farmacia.

(chiara lani)

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