La pausa del lavoratore
D – Un dipendente mi chiede delucidazioni sul suo diritto alla pausa

R – Il lavoratore con orario giornaliero superiore alle sei ore, come dovrebbe essere il Suo caso, ha diritto a una pausa di almeno 10 minuti consecutivi, da fruire anche sul posto di lavoro.
La pausa va concessa tra l’inizio e la fine della giornata lavorativa e costituisce evidentemente un momento di inattività nell’intero arco dell’orario di lavoro.

 

L’inizio effettivo dell’attività lavorativa del dipendente – QUESITO
D – Il collaboratore farmacista segna l’ora di entrata al lavoro su un apposito registro “prima” di indossare il camice di servizio, un’operazione questa che comporta un tempo francamente eccessivo di oltre dieci minuti e lo stesso avviene al momento della svestizione. Ci sono regole?

R – Il tempo di vestizione (e svestizione) del lavoratore, quando naturalmente – come in questo caso – egli debba indossare uno specifico indumento (il camice) per lo svolgimento della sua prestazione lavorativa, è stato ritenuto anche dalla Cassazione come ricompreso nel normale orario lavorativo.
Quindi è legittimo il comportamento del lavoratore che al suo ingresso in azienda/farmacia timbri il cartellino (o apponga la firma sul registro presenze) per poi indossare il camice, e che – a ridosso del termine dell’orario giornaliero – proceda alla svestizione e subito dopo alla timbratura (o alla firma del registro).
Beninteso, se il nostro collaboratore impiega un tempo eccessivo per la vestizione e/o la svestizione, sarà forse opportuno “sollecitarlo” in modo adeguato anche se magari soltanto verbalmente.

(giorgio bacigalupo)

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