Se non ricordo male ne avete già parlato: è obbligato il farmacista, dinanzi a una richiesta delle Forze dell’ordine, a pesare una sostanza stupefacente validando la misurazione?

La farmacia non può rifiutarsi di “collaborare”, perché – secondo il disposto dell’u.c. dell’art. 348 cpp – “La polizia giudiziaria, quando, di propria iniziativa o a seguito di delega del pubblico ministero, compie atti od operazioni che richiedono specifiche competenze tecniche, può avvalersi di persone idonee le quali non possono rifiutare la propria opera”.
Il farmacista per di più è tenuto a “collaborare” anche secondo il Codice deontologico, e dunque in caso di rifiuto, come si vede, il rischio è duplice.
Quanto alla “validazione”, forse anche Lei vorrebbe qualche indicazione circa il verbale che deve seguire l’avvenuta pesatura; ma, ribadiamo, dovrebbero bastare poche righe in carta libera dove il farmacista dichiari di aver pesato all’interno dei locali della farmacia di cui egli è titolare, in …….., Via ……., in quel certo giorno e in quella certa ora, e su richiesta dei Sigg.ri …. (agenti di polizia, carabinieri, ecc.), una sostanza dichiarata da questi ultimi come stupefacente e all’apparenza tale, e di averne rilevato un peso di complessivi …… grammi.
Un’attestazione del genere dovrebbe essere sufficiente.

 (gustavo bacigalupo)

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!