Il tema del ritiro dei referti è in questo momento oggetto di disputa tra il Garante della privacy e il Garante della concorrenza (Antitrust).

Il primo sostiene che i referti relativi a esami diagnostici possono essere consegnati e/o ritirati anche nelle farmacie pubbliche o private convenzionate con il SSN, mentre il secondo ritiene che riservare la possibilità di far erogare questo servizio alle sole farmacie, escludendo pertanto le parafarmacie, costituisca o possa costituire un vantaggio eccessivo e ingiustificato per le farmacie, tale da incrinare il leale rapporto concorrenziale.
In realtà, l’assunto del Garante della privacy sembra ampiamente corroborato dal disposto dell’art. 2, comma 1, del D.M. Salute 8/7/2011, secondo cui: “Nel rispetto del modello organico regionale, le farmacie, attraverso le postazioni dedicate, possono operare quali canali di accesso al sistema CUP per prenotare prenotazioni di assistenza specialistica ambulatoriale presso le strutture sanitarie pubbliche e private accreditate, provvedere al pagamento delle relative quote di partecipazione alla spesa a carico del cittadino e ritirare i relativi referti”.
Inoltre, l’art. 4, comma 3, dello stesso D.M., specificando le modalità e le regole tecniche (in relazione anche al ritiro dei referti) stabilisce che, previo parere dell’Autorità Garante della privacy, si potranno definire i principi e i criteri secondo i quali gli appositi accordi regionali provvederanno all’indicazione di tempi e modi di conservazione e/o consegna dei referti.
Come si vede, però, ora ci troviamo in pratica in una situazione di stallo ed è dunque auspicabile che un intervento di prassi ministeriale possa sciogliere questo nodo, anche se la posizione del Garante della privacy, lo ribadiamo, pare suffragata da disposizioni normative sufficientemente puntuali.

(matteo lucidi)

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