Con ordinanza n. 79 del 24/05/2017, il Tar Friuli ha sospeso il provvedimento con cui la Regione aveva avviato il secondo interpello nel concorso straordinario.
La decisione del Tar è del tutto condivisibile e semmai sorprende che questa vicenda sia stata portata all’esame del giudice amministrativo soltanto ora, perché in realtà nessuna Regione si è attenuta pienamente alla disposizione (presente in tutti i bandi) che sembra – diciamo “sembra” perché c’è margine anche per un’interpretazione diversa – accomunare tra loro, dichiarandole tutte contemporaneamente “disponibili” per i concorrenti volta a volta interpellati nel secondo o terzo o quarto ecc. interpello, “le sedi non accettate dopo la scadenza del termine di cui alla lettera b), le sedi non aperte entro il termine decadenziale di 180 giorni dalla data di accettazione della sede, nonché le sedi resesi vacanti a seguito delle scelte effettuate dai vincitori o per altra causa di esclusione e decadenza” [così l’art. 11, lett. d), del bando friulano].
Il Tar Friuli ritiene quindi giustamente che “la naturale esegesi della norma della lex specialis (l’art. 11 appena citato) avrebbe dovuto indurre la Regione intimata a individuare e a pubblicare, all’atto dello scorrimento della graduatoria, quali sedi disponibili quelle non accettate all’esito del primo interpello, quelle non aperte nel termine di legge e quelle resesi vacanti a seguito delle scelte effettuate dai vincitori, nonché quelle resesi disponibili a seguito di decadenza dall’assegnazione, per qualsiasi causa, degli assegnatari”.
Per la verità, il comma 6 dell’art. 11 del decreto Cresci Italia, come abbiamo rilevato parecchie volte, dice diversamente ma questo aspetto al Tar nessuno lo ha sottoposto e quindi il Tar si è soffermato soltanto sulla ricordata disposizione del bando.
Il secondo interpello friulano è stato dunque sospeso con la fissazione del merito del ricorso all’udienza del 25 ottobre p.v., ma può darsi che nel frattempo la Regione abbia agio per rimettere in moto la procedura, annullando pertanto in autotutela l’“Avviso avvio II interpello…”, che è il provvedimento impugnato e ora sospeso, e adottandone un altro conforme però all’art. 11 del bando.

 (gustavo bacigalupo)