Dal prossimo 1° luglio, infatti, dopo l’addio di Equitalia entra in azione il nuovo ente del Fisco che è l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, come stabilito dal decreto legge del 22/10/2016, n. 193 (convertito con l. 225/2016) recante “Disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili”.
Il sostituto di Equitalia potrà però nel concreto rivelarsi molto più “aggressivo”, quanto meno nelle procedure di recupero crediti, in quanto ha dalla sua maggiori poteri di indagine, e non solo, rispetto al predecessore.
L’Agenzia delle Entrate-Riscossione avrà cioè a sua disposizione l’accesso alla banca dati dell’Anagrafe Tributaria, potendo poi aggredire direttamente, tra l’altro, il conto corrente del debitore.
Le modifiche introdotte potranno pertanto comportare una forte accelerazione nei tempi di riscossione dato che l’ente, dopo la notifica della raccomandata con cui si richiede il pagamento e senza l’autorizzazione del giudice, potrà pignorare tout court le somme.
In pratica, dopo la scadenza della cartella di pagamento, che rappresenta un atto esecutivo al pari del precetto, non saranno necessarie né la citazione in giudizio del debitore e né la successiva udienza, cosicché l’Agenzia potrà nella sostanza ordinare al terzo, cioè alla banca, di versare l’importo corrispondente al credito erariale direttamente all’Ente di Riscossione nel termine di 60 giorni dalla notifica dell’atto di pignoramento.
In caso di inottemperanza all’ordine di pagamento, si procederà, previa citazione del terzo intimato e del debitore, secondo le norme del codice di procedura civile.
Vita sempre più dura per i debitori!

(andrea raimondo)

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