Il mio collaboratore farmacista segna l’ora di entrata al lavoro su un apposito registro “prima” di indossare il camice di servizio, un’operazione questa che comporta un tempo, a mio avviso eccessivo, di circa dieci minuti giornalieri e la stessa cosa avviene alla fine della sua giornata lavorativa nel momento della svestizione. Quali sono le regole su questa specifica questione?

Il tempo di vestizione del lavoratore, che deve indossare appositi indumenti o divise per svolgere la sua prestazione lavorativa, è stato ormai risolto dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione.
Se il lavoratore al suo ingresso in azienda/farmacia timbra il cartellino, o appone la firma sul registro presenze, e successivamente compie attività rientranti nel normale orario di lavoro (come ad esempio, nel Suo caso, la vestizione/vestizione), questo tempo da lui impiegato per tali operazioni va considerato come orario di lavoro.
Naturalmente, se il collaboratore impiega un tempo di “preparazione” eccessivo, sarà forse bene sollecitarlo in modo “adeguato” al suo comportamento, anche se è comunque difficile andare oltre un richiamo verbale.

(giorgio bacigalupo)

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