Se il mio conto corrente viene cointestato con mia moglie, ci sono conseguenze particolari?

Il conto corrente bancario cointestato, cioè intestato congiuntamente a più persone, configura un’ipotesi di obbligazione solidale (art. 1292 c.c.) e quindi, da un lato, ciascun co-intestatario è creditore per l’intero per le attività che risultano dal conto – cosicché può persino “svuotarlo” a proprio piacimento fino all’ultimo euro senza che l’istituto  bancario possa contestarlo minimamente – mentre, dall’altro lato, la banca, con riguardo alle passività del c/c, può rivolgersi liberamente per l’intero a ciascuno dei co-intestatari.
Quanto invece ai rapporti tra loro, le parti di ciascuno si presumono uguali (art. 1298 c.c.) e perciò ognuno dei co-intestatari (immaginando che siano due) avrebbe la disponibilità (soltanto) della metà delle somme risultanti dal conto cosicchè, ove prelevasse più del dovuto, dovrebbe “rifare” l’altro di quanto prelevato in più e, allo stesso modo, ove fosse chiamato dalla banca a rifondere più della sua quota di passività, avrebbe diritto di esigere dall’altro la differenza.
Insomma, che ciascun co-intestatario risponda nel bene e nel male dell’intero nei confronti della banca non significa che – salvi, beninteso, accordi diversi tra i co-intestatari – egli possa disporre di crediti (o debba rispondere di debiti) eccedenti la sua parte.
Queste brevi considerazioni dovrebbero comunque – già per conto loro – indurre a pensare che almeno in linea generale e di principio la soluzione migliore sia dal punto di vista giuridico che pratico può rivelarsi spesso quella dei conti separati, trascurando la possibile maggiore onerosità di un duplice c/c.

(alessia perrotta)

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