Recentemente l’Agenzia delle Entrate ha elaborato, d’intesa con la consulta dei CAF, un corposo documento di prassi che rappresenta quasi un “bignami” degli oneri deducibili/detraibili da far valere nella prossima dichiarazione dei redditi.
La circolare (n. 7/E del 04/04/2017), infatti, sostanzialmente costituisce un riepilogo delle posizioni dell’Agenzia sull’argomento ma contiene anche – qua e là – alcuni chiarimenti ulteriori.
In queste pagine, senza alcuna pretesa di completezza vista la grande latitudine del tema, ci soffermeremo – “spalmando” l’illustrazione in più news successive – sulle conferme/novità/chiarimenti salienti in materia di spese mediche, sia perché indubbiamente sono quelle, per frequenza e ammontare, più importanti e poi perché, neppure a dirlo, interessano da vicino anche le farmacie come tali, spesso infatti chiamate a fare da “consulenti” proprio sulla detraibilità/deducibilità di questo o di quel medicinale, di questo o di quel prodotto ecc.
Naturalmente non mancheremo in futuro di approfondire singole specifiche tematiche, anche su Vs. richiesta.
In linea generale, tutte le spese mediche sono detraibili/deducibili anche se sostenute per familiari fiscalmente a carico, con l’avvertenza che – se il documento di spesa è intestato al genitore e se nel corso dell’anno il figlio ha percepito un reddito complessivo superiore al limite previsto per essere considerato tale (attenzione: si tratta di appena 2.840,51 euro) – dello sconto fiscale non può più beneficiare nessuno: né il genitore (dato che il figlio non è più a suo carico), né il figlio (dato che il documento di spesa non è intestato a lui ma appunto al genitore).
La condizione di familiare fiscalmente a carico del soggetto nel cui interesse si sostengono le spese è quindi essenziale per la loro detraibilità, con rilevante eccezione delle spese mediche del defunto sostenute dagli eredi (dopo il decesso, naturalmente) che sono infatti detraibili/deducibili anche se in vita il de cuius non era a carico.
Altra regola fondamentale in materia è quella per la quale sono deducibili/detraibili le spese effettivamente rimaste a carico di (vale a dire: sostenute da) chi le porta in detrazione.
E però, le spese rimborsate per effetto dell’adesione ad una polizza sanitaria sono nondimeno detraibili/deducibili quando i relativi premi siano indetraibili, e questo ovviamente per evitare che in ordine ad esse il contribuente perda ogni beneficio fiscale (sulle spese, perché effettivamente non rimaste a carico, e sui premi proprio in quanto per l’appunto indetraibili).
La regola “contributo indeducibile/spesa detraibile” vale anche nell’ipotesi in cui il contributo versato sia parzialmente indetraibile per effetto del superamento del limite di deducibilità: in questo caso, infatti, si avrà diritto alla deduzione/detrazione per la quota proporzionale al rapporto “limite massimo indeducibile/importo complessivo effettivamente versato”. Così, ad esempio, se il contributo effettivamente versato è stato pari a € 5.000 e il limite massimo del contributo deducibile ammonta a € 3.615,20, le spese rimborsate saranno detraibili/deducibili nella percentuale del [(5.000 -3.615,20)/5.000]=27,70%.
Se invece i premi e/o contributi di adesione alla polizza e/o al fondo sanitario sono deducibili, diventano non detraibili/deducibili le spese effettivamente sostenute ma rimborsate, tornando in ballo infatti la regola generale per la quale lo sconto fiscale può riguardare solo quelle effettivamente rimaste a carico.
E’ chiaro che sia nell’uno come nell’altro caso non c’è alcun dubbio sulla deducibilità integrale delle spese effettivamente sostenute e non rimborsate (dall’assicurazione o fondo che sia).
Detto questo, le prestazioni sanitarie le cui spese sono ammesse agli sconti fiscali si possono in sostanza raggruppare in queste tre grandi macro-categorie:
– acquisto di medicinali e di dispositivi medici;
– visite mediche (generiche e specialistiche), analisi cliniche ed esami diagnostici di vario genere;
– prestazioni chirurgiche e degenze.

  • Acquisto di medicinali e dispositivi medici

Medicinali
È confermato che lo scontrino “parlante” (debitamente compilato, come diremo tra poco) è l’unico documento – in alternativa alla fattura recante le stesse indicazioni – sufficiente e necessario ai fini della documentazione della spesa per i medicinali (e, come vedremo, anche per i dispositivi medici): quindi non è più necessario allegare e/o conservare la prescrizione medica in originale o in copia.
Lo scontrino “parlante” – ma questo, non c’è dubbio, lo sappiamo ormai tutti – deve indicare, oltre al codice fiscale del destinatario, anche la natura, la qualità e la quantità dei prodotti acquistati.
Per la natura e con riferimento ai medicinali va bene la locuzione “farmaco” o “medicinale” anche declinata nelle varie sigle (OTC, SOP) o abbreviata come “med.” “far.co”, mentre per il ticket è sufficiente la corrispondente dicitura (TICKET); la natura del farmaco può peraltro essere identificata anche mediante le codifiche utilizzate ai fini della trasmissione dei dati al sistema della tessera sanitaria quali TK (ticket) o FC (farmaco anche omeopatico).
Per la qualità, e sempre per quanto riguarda i medicinali, la denominazione deve essere sostituita per ragioni di privacy dal numero di autorizzazione di immissione in commercio (AIC); per i galenici è sufficiente l’indicazione generica di “preparazione galenica”.
Sono deducibili/detraibili anche le spese relative all’acquisto di farmaci on-line (solo OTC e SOP in Italia, almeno per il momento).
Dal 2015 le cessioni di beni on-line (c.d. “commercio elettronico indiretto”) sono esonerate dall’obbligo di certificazione dei corrispettivi a meno che ovviamente la fattura non venga richiesta dal cliente per usufruire degli sconti fiscali.
Confermata infine l’indetraibilità delle spese di acquisto di integratori anche se assunti a scopo terapeutico su prescrizione medica.
Protesi e dispositivi medici
Anche l’ acquisto di protesi e dispositivi medici deve essere documentato sempre e soltanto con scontrino fiscale “parlante” o fattura dal quale risulti chiara la natura del prodotto anche mediante l’indicazione – come per i medicinali – delle codifiche utilizzate ai fini della trasmissione dei dati al sistema tessera sanitaria quali AD (spese relative all’acquisto o affitto di dispositivi medici con marcatura CE) o PI (spesa protesica): non è quindi sufficiente la mera indicazione di “dispositivo medico” come pure continua a vedersi su parecchi scontrini.
La scienza medica in continua evoluzione ci propone ormai prodotti sempre nuovi ma quelli deducibili/detraibili sono e restano quelli conformi alla normativa di settore.
Quindi, per agevolare l’individuazione dei prodotti che rispondono alla definizione di dispositivo medico – contenuta negli artt. 1, comma 2, dei tre D.lgs. di settore n. 507/1992; n. 46/1997; n. 332/2000 – in allegato alla precedente Circolare n. 20/2011 è stato riportato un elenco (che qui uniamo per comodità), fornito dal Ministero della Salute, dei più comuni dispositivi medici e medico diagnostici in vitro per i quali la verifica di conformità alla normativa è già stata condotta: per questi prodotti, perciò, è sufficiente conservare la sola documentazione (la confezione o la scheda del prodotto, essenzialmente) dalla quale risulti che il prodotto acquistato ha la marcatura CE.
Per i dispositivi medici non compresi in tale elenco, invece, ai fini della detraibilità della spesa occorre che il dispositivo riporti, oltre alla marcatura CE, anche la conformità alle direttive europee di settore (93/42/CEE; 90/385/CEE;98/79/CE).
Chi vende al dettaglio il dispositivo – e quindi anche la farmacia – può peraltro farsi carico di individuare i prodotti che danno diritto alla detrazione, integrando cioè le indicazioni da riportare sullo scontrino/fattura semplicemente con la dicitura “prodotto con marcatura CE” per i dispositivi di uso comune ricompresi nell’elenco della circolare 20/2011, e per quelli esclusi aggiungendovi il numero della direttiva di riferimento. In questo caso il contribuente deve conservare esclusivamente la fattura o lo scontrino parlante integrato con quelle indicazioni (potendo in pratica sbarazzarsi della confezione…).

  • Visite mediche (generiche e specialistiche), analisi cliniche, esami diagnostici di vario genere

Qui le regole – sia in ordine alla possibilità di deduzione/detrazione delle varie tipologie di prestazioni sia in ordine alla necessità della prescrizione medica che attesti il collegamento della patologia alla prestazione stessa – sono piuttosto variegate, in particolar modo quando si tratta di prestazioni specialistiche eseguite da professionisti sanitari diversi dal medico e dall’odontoiatra.
Così, ad esempio, le sedute di psicologi e psicoterapeuti – sempre per finalità terapeutiche – non necessitano di prescrizione medica ai fini della detrazione, come pure quelle del biologo nutrizionista (che, almeno finora, non è una professione sanitaria ma è parimenti inserita nel ruolo sanitario del SSN) o, ancora, quelle rese da tutte le figure professioni previste dal D.M. 29/03/2001 e articolate nelle varie aree (v. elenco anch’esso allegato): è sufficiente quindi la fattura dalla quale risulti la figura professionale che ha reso la prestazione oltre alla descrizione della prestazione sanitaria resa.
Torna invece la necessità – sempre al fine di dimostrare il collegamento tra la prestazione e la patologia – della prescrizione medica per i massoterapisti  (ma solo per quelli che hanno conseguito il diploma entro 17 marzo 1999, dato che le prestazioni di chi lo hanno invece conseguito successivamente sono del tutto indetraibili, con o senza prescrizione medica) e per una serie di altre prestazioni sanitarie (di cui sarebbe impossibile fornire in questo contesto l’elenco completo), come ad esempio quelle chiropratiche per le quali è richiesto, inoltre, che siano eseguite in centri specializzati e sotto la responsabilità tecnica di uno specialista.
Altre prestazioni, poi, sono oggettivamente indetraibili pur essendo prescritte dal medico come quelle rese dai pedagogisti e osteopati, in quanto entrambi i relativi profili professionali non includono costoro tra i professionisti sanitari.
Il “divieto” di detrazione dà luogo in certi casi a situazioni francamente non comprensibili: ad esempio, la conservazione delle cellule del cordone ombelicale a uso “dedicato” per il neonato e consanguinei con patologia e con approvazione scientifica e clinica dà luogo a una spesa detraibile, al contrario della conservazione a uso “autologo”, cioè per future esigenze personali.

  • Prestazioni chirurgiche e degenze

Viene infine confermata la deducibilità/detraibilità delle spese per interventi chirurgici necessari per un recupero della normalità sanitaria e funzionale della persona ovvero per interventi tesi a riparare inestetismi, sia congeniti sia talvolta dovuti a eventi pregressi di vario genere (malattie tumorali, incidenti stradali, incendi) ma comunque suscettibili di creare disagi psico-fisici: pertanto la chirurgia estetica “fine a se stessa”, se così possiamo dire, è ancora bandita.
Restano pure detraibili le spese di degenza e cura anche se non in  connessione con un intervento chirurgico, ma anche qui con una curiosa “incongruenza”: nelle rette di degenza detraibili sono infatti comprese anche le differenze di classe tra una stanza e l’altra (con o senza bagno in camera, con o senza televisore, con o senza aria condizionata, ecc.); di contro, non sono detraibili gli eventuali servizi extra rispetto alla retta di degenza eventualmente addebitati, come le spese di pernottamento dei congiunti del malato, gli addebiti per l’apparecchio telefonico o televisivo installato nella stanza di ricovero, o per l’aria condizionata: in altri termini, se viene presa una stanza di classe superiore che comprenda tutti questi optional, l’intera spesa è detraibile, mentre, se quegli stessi optional fossero addebitati a parte, rimarrebbero fuori dallo sconto fiscale.

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Questo in sintesi il quadro delle indicazioni/illustrazioni dell’Agenzia delle Entrate in materia di spese mediche, ma, come premesso, approfondiremo altre specifiche tematiche magari anche su Vs. richiesta.

(Studio Associato)

Dispositivi medici di uso più comune (ALLEGATO)
Elenco professioni sanitarie indicate nel D.M. 29.03.2001 (ALLEGATO)

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