Vorrei ancora un chiarimento sulla documentazione fiscale da conservare, un argomento che avete trattato poco tempo fa, ma nel mio caso si tratta di una farmacia che ho ereditato trasformandola però in una realtà totalmente nuova, con nuova partita iva e nuova ragione sociale.
Anche ammesso che qualcuno riscontri una qualche irregolarità nella vecchia gestione (nello specifico ditta individuale), come può essere possibile che l’erede ne risponda?

Nonostante Lei abbia trasformato la farmacia ereditata “in una realtà totalmente nuova, con nuova partita iva e nuova ragione sociale” (quel che del resto è dato riscontrare spesso in caso di successione ereditaria nella proprietà e titolarità di un’azienda), la documentazione fiscale della farmacia già del de cuius va egualmente conservata e per lo stesso periodo di tempo previsto per la gestione ordinaria.
Quando gli eredi accettano l’eredità, infatti, subentrano anche nei debiti tributari del defunto e quindi si accollano evidentemente il rischio di subire perfino accertamenti di natura fiscale, ma in tale evenienza rispondono soltanto dei tributi e relativi interessi, escluse pertanto le sanzioni.
Nel caso invece di rinuncia all’eredità – che non è evidentemente il Suo – non rispondono di nulla e non hanno neppure l’obbligo di conservare alcuna documentazione, fiscale e non.

(alessia perrotta)

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