Per una singolare coincidenza, lo stesso giorno di pubblicazione della nostra Sediva News (10 maggio 2017) sulle contestazioni dei NAS circa il possesso e/o l’utilizzo in farmacia di apparecchiature di autoanalisi che consentano – oltre ai test espressamente previsti nei provvedimenti sui “nuovi servizi” – anche altri, come in particolare l’emocromo, il Ministero della Salute [interpellato da Federfarma] ha ritenuto che “la fattispecie in esame, oggetto di intervento da parte dei NAS, non possa configurare una violazione del disposto normativo e quindi esercizio abusivo della professione …” (e ovviamente non possiamo non essere d’accordo), rammentando tuttavia che compete “ai farmacisti solo l’eventuale attività di supporto nell’uso, nell’ipotesi di non autosufficienza da parte del cittadino che vi ricorre” e che resta in ogni caso ferma “l’esclusione… di qualsiasi attività di diagnosi”.
Il Dicastero ha anche precisato che l’elenco delle autoanalisi contenuto nel relativo decreto ministeriale di attuazione non è in principio tassativo, perché tassativo è soltanto quello delle autoanalisi erogabili dalla farmacia in regime di SSN.
Questo vuol dire che secondo il Ministero – sempre restando escluso qualsiasi intervento del farmacista diverso dall’eventuale mero supporto al cittadino – tutti i test di autodiagnosi (purché autentica autodiagnosi) in farmacia devono ritenersi leciti, dunque anche quelli non previsti come erogabili agli assistiti dal SSN.
Lo stesso però ci pare a questo punto di poter dire – per l’evidenza di una eadem ratio – anche per l’erogazione di prestazioni rese alla clientela da parte della farmacia mediante la messa a disposizione di professionisti sanitari diversi (oltreché, s’intende, da medici e veterinari, cioè dai sanitari “prescrittori”) da fisioterapisti e infermieri, i soli pertanto i cui servizi possano/potranno essere inquadrati nella nuova convenzione farmaceutica.
Tornado all’emocromo e a tutto il resto, insomma, è una buona notizia che può contribuire a rasserenare i titolari di farmacia e naturalmente anche le aziende produttrici e/o fornitrici delle apparecchiature.

 (stefano lucidi)

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