Sono in atto in questo momento verifiche dei Carabinieri dei NAS quando, evidentemente, risulti loro l’acquisto da parte di una farmacia (e quindi la detenzione nell’esercizio) di un’apparecchiatura per autoanalisi che consenta anche, ad esempio, un “emocromo a 18 parametri”, che è proprio il caso che abbiamo ora sotto gli occhi.
Come stiamo constatando, ne può conseguire – specie quando nel corso dell’ispezione si sia rilevata dalla “memoria” dell’apparecchiatura l’avvenuta effettuazione nel concreto di tale esame in autodiagnosi (quindi, probabilmente, non la semplice idoneità potenziale della macchina ad operarlo) – una denuncia all’autorità giudiziaria per violazione dell’art. 348 cp [esercizio abusivo della professione (medica)], non essendo l’esame stesso contemplato nei decreti ministeriali di attuazione del D.Lgs tra i nuovi servizi in farmacia.
Non possiamo naturalmente giurare su quello che potrà essere l’orientamento dei giudici (se pure la questione avrà un seguito in quella sede, del che c’è peraltro da dubitare), ma crediamo utile riferire la giurisprudenza della S.C. formatasi in un periodo in cui ancora la materia non era stata neppure abbozzata dal legislatore e alcune farmacie, per così dire “pioniere”, avevano già iniziato a offrire alla clientela alcuni di questi servizi di autoanalisi.
In quelle fattispecie la Cassazione ha concluso per l’insussistenza del reato di esercizio abusivo della professione, affermando in particolare che l’analisi era stata effettuata integralmente da una “macchina”, senza perciò alcun intervento “umano”.
Sembrerebbe dunque che alla stessa conclusione possa giungersi anche in evenienze come questa.
Ricordando quanto in realtà sia ancora in gran parte da definire anche sul piano strettamente giuridico l’intricata vicenda dei “nuovi servizi”, e ancor più la sfera delle attività che è lecito ritenere ad essi connesse, raccomandiamo comunque alle farmacie di verificare le caratteristiche delle apparecchiature in questo momento presenti nell’esercizio, che del resto – perlomeno fino a quando non ne sapremo tutti di più – sarebbe in ogni caso opportuno siano circoscritte appunto alle sole autoanalisi previste dai decreti attuativi.
Laddove pertanto la macchina ne prevedesse altre, l’effettuazione di queste sarebbe bene fosse “meccanicamente” impedita, magari a cura e spese della stessa industria fornitrice, la quale d’altronde – come ben sappiamo – si preoccupa più che altro di “vendere” le macchine lasciandone l’utilizzo al farmacista, quali che siano le conseguenze che possano derivarne.

(stefano lucidi)

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