Vorremmo anche noi, come altri colleghi della città, concepire tessere a punti – predisposte da una tipografia – timbrandole per ogni 10 euro di spesa. E’ necessario preparare un apposito regolamento?

Queste iniziative sono state rese più agevoli dal 21 agosto 2014, a seguito cioè delle variazioni introdotte dall’art. 22-bis, comma 1, del D.L. 24 giugno 2014, n. 91 (come modificato con la legge di conversione 11 agosto 2014, n. 116).
Nell’art. 6 del D.P.R. 430/2001 (“Regolamento sui concorsi e sulle operazioni a premio”) è stata infatti inserita una nuova ipotesi di attività promozionale esclusa dal novero delle manifestazioni a premi, e precisamente “le manifestazioni nelle quali, a fronte di una determinata spesa, con o senza soglia d’ingresso, i premi sono costituiti da buoni da utilizzare su una spesa successiva nel medesimo punto vendita che ha emesso detti buoni o in un altro punto vendita facente parte della stessa insegna o ditta”.
Come abbiamo osservato in altre occasioni, pur interessando soprattutto la grande distribuzione, queste attività promozionali si rivelano efficaci anche per i piccoli esercizi commerciali come le farmacie e comunque possono essere intraprese senza dover affrontare tutta la burocrazia spesso insita in una vera e propria “manifestazione a premi”.
Non è perciò necessaria alcuna autorizzazione o regolamento, perché sarà sufficiente che l’iniziativa riguardi tutti i clienti della farmacia e naturalmente non ricomprenda i farmaci (anche SOP e OTC) essendo ancora in vigore l’art. 5, comma 2, del Decreto Bersani (D.L. 223/2006 convertito in L. 248/2006) per il quale “Sono, comunque, vietati i concorsi, le operazioni a premio e le vendite sotto costo aventi ad oggetto farmaci”, e si tratta evidentemente di un divieto in cui potrebbero“incappare” anche operazioni del genere che pure non costituiscono tecnicamente, come abbiamo visto, “manifestazioni a premi”.
È anche necessario, ai fini della privacy, raccogliere il consenso informato di coloro che ricevono la tessera a punti e di cui la farmacia detiene i principali dati personali.
Non vanno però conservate informazioni idonee a tracciare il c.d. “profilo di consumo” del cliente (tipologia e qualità dei beni e servizi acquistati, frequenza di acquisto, ecc.), dato che questo richiederebbe una notificazione al Garante della privacy e non la semplice acquisizione del consenso informato (art. 37, comma 1, lett. d) D.Lgs. 196/2003).
Per rispondere al Suo ultimo interrogativo, infine, l’esperienza suggerisce che uno sconto appetibile non possa ragionevolmente essere inferiore al 10-15%, e dunque il monte-punti dovrebbe essere modulato di conseguenza, stabilendo, ad esempio, 1 punto per ogni 10 euro di spesa – come viene indicato nel quesito – e il diritto a un bonus di 15 euro al raggiungimento di 10 punti, documentato proprio dalla tessera consegnata all’avvio della promozione.

(matteo lucidi)

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