Come abbiamo ricordato più volte (da ultimo, v. Sediva News del 30/03/2017), dallo scorso 1° aprile i soggetti passivi (tra cui le farmacie) che effettuano cessioni di beni e prestazioni di servizi tramite distributori automatici sono obbligati alla memorizzazione elettronica ed alla trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate.
Tuttavia il nuovo adempimento – giova ribadirlo – non ha interessato tutte le macchine attualmente in uso ma solo quelle che presentano alcune caratteristiche tecniche, descritte dal Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 30 giugno 2016, tra cui, in particolare, il possesso di una “porta di comunicazione” in grado di trasferire digitalmente i dati a un dispositivo idoneo alla trasmissione al sistema dell’Agenzia delle Entrate.
Un successivo provvedimento di quest’ultima, infatti, avrebbe avuto il compito di disciplinare la fase transitoria – che durerà in ogni caso per tutte le “vending machine” fino al 31/12/2022, naturalmente per consentire il completo rinnovo del parco macchine tuttora esistente – per i distributori automatici che presentano caratteristiche tecniche diverse da quelle per le quali invece la comunicazione telematica dei corrispettivi è partita dal 1° aprile scorso.
A tutto questo ha dato ora attuazione il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 30 marzo 2017 disponendo che, in primo luogo, questo “nuovo avvio” riguarda gli apparecchi automatizzati che erogano prodotti e servizi su richiesta dell’utente – previo pagamento di un corrispettivo – costituiti almeno dalle seguenti componenti hardware tra loro collegate:

  1. uno o più “sistemi di pagamento”, nei quali viene ricompresa anche la c.d. “torre di ricarica”, cioè un apparecchio mediante cui, sempre previo pagamento di una determinata somma, è possibile generare un credito, utilizzabile mediante una “chiavetta” o altro apparecchio mobile, per l’erogazione di beni e servizi da vending machine;
  2. un sistema elettronico (cd. “sistema master”) costituito, generalmente ma non esclusivamente, da una o più schede elettroniche dotate di processore con memoria in grado di memorizzare e processare dati al fine di erogare il bene o il servizio selezionato dall’utente finale;
  3. un “erogatore” di beni e/o servizi selezionati dall’utente finale.

Come si vede, la differenza con le macchine della prima “tornata” sta proprio nell’assenza di una “porta di comunicazione”, attiva o attivabile, che consenta di trasferire direttamente i dati a un dispositivo atto a trasmettere gli stessi al sistema dell’Agenzia delle Entrate.
Per tale ragione la memorizzazione elettronica e la trasmissione dei corrispettivi devono avvenire mediante un apposito servizio web messo a disposizione sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate e a seguito della rilevazione manuale dei dati di vendita dall’apparecchio attraverso un “dispositivo mobile” censito dal sistema dell’Agenzia stessa (laddove, naturalmente, questo non fosse possibile direttamente dall’apparecchio).
La data di avvio delle comunicazioni – salvo proroghe, evidentemente – è fissata per il 1° gennaio 2018.
Anche per gli apparecchi in questione, poi, è previsto il relativo censimento (v. Sediva News del 31/10/2016).
In particolare, dal 1° settembre 2017 i soggetti passivi IVA utilizzatori dovranno comunicare all’Agenzia delle Entrate, entro la data di messa in servizio delle apparecchiature, la matricola identificativa dei “sistemi master” e la circostanza che l’apparecchio non è dotato di una “porta di comunicazione” – nonché le altre informazioni, dettagliatamente indicate nelle specifiche tecniche allegate al Provvedimento in esame – così da consentirne il censimento a livello territoriale.
All’esito dell’operazione di censimento viene rilasciato un QRCODE – da apporre sulla singola vending machine – che permette l’indirizzamento all’apposita pagina web dell’Agenzia delle Entrate ai fini della verifica dei dati identificativi dell’apparecchio e del relativo gestore.

(Studio Associato)

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