Lo scorso novembre ho dimenticato di presentare il modello “F24” di integrale compensazione del debito di iva per ottobre con un mio credito Irpef.
Ho letto in una vostra news che invece, anche non dovendo pagare nulla, l’F24 va comunque presentato. Come posso rimediare ora?

Attualmente per l’omessa o tardiva presentazione di un Mod. F24 c.d. “a zero” – dato che, come nel caso da Lei descritto, per effetto delle compensazioni di crediti e debiti per imposte e/o contributi di importo complessivo equivalente, il saldo finale del modello stesso è per l’appunto pari a zero – è prevista una sanzione di 100 euro, ridotta a 50 se la tardività non è superiore a cinque giorni lavorativi (art. 15, comma 1, lett. q) n. 2 D.lgs. 158/2015).
Tuttavia anche per questa mancanza è possibile ricorrere al c.d. ravvedimento operoso, presentando il modello a suo tempo omesso e versando una sanzione gradualmente ridotta in funzione della distanza temporale tra la data della violazione e quella del suo ravvedimento, e precisamente è pari:

  • Entro i cinque giorni lavorativi, a 5,56 euro (1/9 di 50 euro);
  • Oltre i cinque giorni lavorativi ed entro i novanta giorni, a 11,11 euro (1/9 di 100 euro);
  • Oltre i novanta giorni ed entro l’anno dall’omissione, a 12,50 euro (1/8 di 100 euro);
  • Oltre l’anno ed entro i due anni dall’omissione, a 14,29 euro (1/7 di 100 euro);
  • Oltre i due anni dall’omissione, a 16,67 euro (1/6 di 100 euro);

Infine, se la contestazione viene riportata in un processo verbale di constatazione (PVC) che chiude una verifica fiscale, la sanzione ridotta è pari a 20 euro (1/5 di 100 euro) indipendentemente dal tempo trascorso dalla data di violazione e quella di redazione del PVC.
Bisogna però anche considerare che il ravvedimento operoso è precluso laddove  la violazione – fatto salvo appunto il caso del PVC – sia stata già rilevata dall’Agenzia delle Entrate nel corso di un’attività di verifica; e, considerato che tutti i versamenti scaturenti dalla dichiarazione dei redditi sono oggetto di controllo automatizzato ai sensi dell’art. 36-bis D.P.R. 600/73 (che in questo momento si perfeziona in un periodo generalmente non superiore all’anno rispetto al termine di invio della dichiarazione), diventa evidentemente opportuno provvedere alla regolarizzazione spontanea non appena ci si avvede della dimenticanza.

(andrea piferi)

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