È possibile aprire la farmacia di nuova istituzione esattamente sulla linea di confine comune alle due sedi farmaceutiche? È corretto cioè ritenere che la linea di confine comune appartenga ad entrambe le sedi?

Le vie o piazze di confine, che segnano dunque il limite territoriale della sede, corrono lungo la loro mezzeria, e perciò sono bensì di pertinenza delle due sedi confinanti ma limitatamente alla mezzeria interna a ciascuna di esse.
Sono fatti salvi i casi in cui la sede sia stata individuata non con la precisazione di tutti i suoi confini ma con la sola indicazione di una “via o piazza e adiacenze”, che è stata una formula adottata nella revisione straordinaria del 2012 da quattro o cinquecento comuni (ad esempio, quelli piemontesi).
È fatto salvo anche il caso – per la verità non frequentissimo – in cui una via di confine venga espressamente ascritta a una sola sede con la precisazione che a quest’ultima afferiscono “ambo i lati”.
Abbiamo però l’impressione che per quanto La riguarda non ricorra né l’una né l’altra eccezione e che pertanto sia necessario – ove Lei intenda attivare l’esercizio nella mezzeria esterna, quindi all’interno della sede confinante – che sia richiesta al Comune una modifica in tal senso della Sua circoscrizione, documentando con perizia giurata l’inesistenza di locali liberi e/o agibili e/o idonei all’interno dell’attuale porzione territoriale di pertinenza della sede.
Non è peraltro una vicenda destinata a concludersi positivamente in tempi brevissimi perché generalmente – escluse cioè fattispecie particolari in cui, ad esempio, siano emersi nella descrizione della sede neo-istituita errori materiali – la modifica di una circoscrizione è disposta all’interno di un provvedimento di revisione ordinaria.

(gustavo bacigalupo)

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