Nel paese dove ha sede la farmacia vengono periodicamente organizzate dall’associazione locale dei commercianti, con il patrocinio del Comune (in occasione di sagre, fiere, Natale ecc.), manifestazioni commerciali nelle piazze e vie del paese, ove i commercianti espongono e vendono i propri prodotti in “banchetti”/stand temporanei allestiti solo per quella giornata.
E’ possibile anche per la farmacia partecipare a questo tipo di manifestazioni vendendo propri prodotti, naturalmente non farmaci ma, ad esempio, prodotti cosmetici o alimentari?
E’ lecito allestire il proprio banchetto/stand all’interno della manifestazione anche se localizzato fuori dalla propria “pianta organica”, visto che la piazza del paese è nella “zona” della farmacia concorrente?
Come bisogna comportarsi dal punto di vista fiscale per le vendite effettuate nel banchetto/stand (utilizzo il misuratore fiscale della farmacia posto nel banchetto)?

Essendo esclusa la cessione di farmaci di qualsiasi tipo, non ravvisiamo autentiche  preclusioni alla partecipazione della farmacia all’evento fieristico, neppure se l’allocazione del “banchetto” ricada nella sede farmaceutica di un altro esercizio, anche se per le concrete modalità operative bisogna evidentemente poi rifarsi ai provvedimenti comunali che disciplinano queste manifestazioni, che dovrebbero peraltro consentire in modo paritario la partecipazione a tutte le farmacie che lo richiedano o, quanto meno, stabilire ragionevoli criteri di selezione e/o turnazione, onde evitare contestazioni e malumori.
Bisogna inoltre sempre tenere presente le norme deontologiche e quindi, anche in circostanze del genere, evitare ogni atto e/o comportamento che pregiudichi il decoro della professione.
Infine, è bene fare attenzione a come viene segnalato lo “stand” della farmacia, che – sembra perfino scontato precisarlo – non può in ogni caso recare l’insegna “FARMACIA” e/o la Croce Verde.
Quanto infine agli aspetti fiscali, se il registratore di cassa della farmacia non è amovibile, si potrà ovviare rilasciando a fronte di ogni cessione una ricevuta fiscale in luogo dello scontrino avendo cura, poi, di annotare il totale incassato nei corrispettivi del giorno di riferimento nel registro di prima nota.

(stefano lucidi)

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