La terza sede farmaceutica di un comune con 9600 abitanti, dove le due farmacie esistenti sono urbane, sarà considerata urbana o rurale sussidiata? In un altro comune di 6200 abitanti con una sede urbana già esistente, la seconda è stata classificata rurale…..

Quando il comune in cui è istituita abbia una popolazione residente superiore nella sua totalità a 5000 abitanti (se è inferiore sono rurali tutti gli esercizi ivi ubicati, uno, due o tre che siano, anche se evidentemente potrebbe darsi che nessuno di essi sia “sussidiato”) la “ruralità” di una farmacia  non dipende dal numero complessivo degli abitanti del comune, perché anche Roma, per darLe un’idea… iperbolica, potrebbe avere una sola farmacia nel capoluogo e tutte le altre disseminate nella campagna romana, e dunque sarebbe “urbana” solo quella cittadina e le altre, in astratto, tutte “rurali”.
Dipende invece dai residenti nella frazione o centro abitato in cui l’esercizio è effettivamente ubicato: se sono di numero inferiore a 5000 la farmacia è “rurale”, e se le farmacie sono due sono entrambe rurali, ma anche qui non necessariamente “sussidiate”.
Ma piuttosto però che introdurre sul tema in generale ulteriori considerazioni, peraltro da noi già svolte ripetutamente in precedenza, vediamo in breve le due ipotesi che il quesito propone.
Quanto al comune con 9600 abitanti, la terza sede sarà urbana o rurale secondo la consistenza demografica del centro abitato di ubicazione, guardando sempre, come appena precisato, al limite dei 5000 abitanti.
Le stesse notazioni valgono in pratica anche per il comune di 6200 abitanti: se anche la seconda farmacia (consentendolo la configurazione della relativa sede) verrà ubicata nel capoluogo – dove presumibilmente è in attività quella già esistente – sarà anch’essa “urbana”; diversamente, sarà rurale.

(gustavo bacigalupo)

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