Nell’orbita del contenzioso tributario ruotano numeri a dir poco “stellari”: 468.000 liti pendenti oltre alle 50.000 cause pendenti in Cassazione.
È facilmente intuibile come questo rappresenti non solo uno spreco di tempo per gli organi giudiziari coinvolti, ma anche di denaro.
A tal proposito, recentemente si è espresso il Vice Ministro dell’Economia Casero, che ha messo in conto che il modello della “rottamazione” delle cartelle di Equitalia possa essere tra breve esteso dal legislatore anche alle liti fiscali pendenti presso la S.C..
Allo stesso tempo Casero ha trattato anche il tema della riforma del contenzioso tributario, che può rivelarsi, a suo dire, risolutiva dei problemi legati alle liti in sede tributaria.
In particolare verrebbe previsto l’aumento della soglia da € 20.000 a € 50.000 del valore delle liti per le quali è obbligatoria la preventiva mediazione, oltre alla trasformazione delle Commissioni Tributarie in veri e propri Tribunali tributari composti da due giudici togati e uno laico (oggi possono essere anche tutti laici); inoltre, per quanto concerne il giudizio di legittimità si è parlato dell’istituzione di una Sezione tributaria bis in Cassazione.
Si tratta naturalmente ancora di ipotesi, ma l’auspicio è che si concretizzi al più presto un provvedimento al riguardo, visto che siamo in presenza notoriamente di un autentico “intoppo” della macchina giudiziaria e urge quindi correre ai ripari, sol che si consideri che ammonta a 32 miliardi di euro (per il solo 2016) il valore delle “nuove” cause, e che viene calcolato in addirittura 100 miliardi di euro l’intero contenzioso pendente!
Prima di chiudere, vogliamo comunque ricordare che scade (manca ancora l’ufficialità del provvedimento, ma è questione di poco) il 21 aprile il termine per la rottamazione dei ruoli, cioè delle cartelle Equitalia (che riguardano le sanzioni fiscali e non solo) ma anche, attenzione, di tutte le altre somme dovute dal contribuente in base ai c.d. accertamenti impoesattivi, quelli cioè che per essere riscossi non devono passare attraverso l’iscrizione a ruolo.

(matteo lucidi)

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