A partire dal 1° gennaio 2016 e fino al 28 febbraio 2017 le farmacie ubicate nel Meridione che hanno investito, anche ricorrendo ad un leasing, in macchinari e attrezzature nuove (quali robot, computer, attrezzature per laboratorio, ecc.) hanno avuto diritto a un bonus del 20% introdotto dall’art. 1, comma da 98 a 108 della L. 208/2015 – calcolato sul costo di acquisto al netto degli ammortamenti fiscali relativi ai beni appartenenti alla stessa categoria riferiti allo stesso anno di acquisto.
Così, ad esempio, per un investimento di 50.000 euro, se le quote di ammortamento rilevabili dal registro cespiti ammortizzabili fossero state pari proprio a complessivi euro 50.000, il bonus sarebbe risultato uguale a zero.
Ora però, con la conversione in legge del D.L. 243/2016 (c.d. “decreto Mezzogiorno” convertito con modificazioni in legge 18/2017) in vigore dal 1° marzo 2017, non soltanto il bonus per le piccole imprese –  quelle che occupano meno di 50 dipendenti, con un fatturato ovvero un attivo di bilancio non superiore a 10 milioni: praticamente tutte le farmacie – è salito al 45%, ma soprattutto il costo d’acquisto non deve più essere abbattuto dell’ammontare degli ammortamenti dei beni appartenenti alla medesima categoria e per di più è anche venuta meno l’incompatibilità con gli altri aiuti “de minimis” eventualmente fruiti dall’impresa negli ultimi tre anni (resta invece confermata la “dead line” del 31 dicembre 2019 per l’accesso all’agevolazione).
Le zone interessate sono, come sempre, la Basilicata, la Calabria, la Campania, la Puglia, la Sicilia, la Sardegna (tutta con le modifiche di cui parliamo) e alcune zone dell’Abruzzo e del Molise.
Il credito di imposta è anche compatibile – lo ricordiamo ancora una volta – con l’agevolazione del super e iper-ammortamento, non costituendo queste due ultime misure “aiuti di stato”, come ha riconosciuto la stessa Agenzia delle Entrate (cir. 34/E/2016), come anche con la c.d “Sabatini-ter”, che, come abbiamo visto in altre occasioni, consente il rimborso degli interessi passivi applicati dalle banche sui finanziamenti erogati per l’acquisto di beni strumentali nuovi, per l’importo corrispondente al tasso del 2,75% (elevato al 3,75% per gli investimenti in tecnologie digitali) su un finanziamento della durata di cinque anni.
Il “rovescio della medaglia” è rappresentato tuttavia dall’obbligo di inserire tra i ricavi dell’impresa l’ammontare del credito d’imposta (45% del costo sostenuto per l’investimento) più l’eventuale importo corrispondente al beneficio della “Sabatini-ter”, cosicché l’ammontare complessivo del bonus dovrà essere assoggettato a tassazione.
Su questi e su altri aspetti dell’agevolazione – e in particolare sui tanti “cavilli” che ne possono comportare il disconoscimento e/o la revoca – torneremo in futuro, in attesa che l’Agenzia delle Entrate adegui alle novità le istruzioni a suo tempo diramate.

(franco lucidi)

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