Ho sentito che è nuovamente possibile presentare il modello F24 per il pagamento di imposte e contributi anche in banca. È vero?

Il D.L. fiscale di fine anno (D.L. 193/2016 convertito in L. 225/2016) a decorrere dal 3 dicembre 2016 ha re-introdotto la possibilità per le persone fisiche non titolari di partita Iva di presentare agli sportelli di banche e/o Poste i modelli F24 con saldo finale a debito senza alcuna compensazione in formato cartaceo per il pagamento di importi superiori anche a 1.000 euro, mentre oltre questa soglia era prima obbligatorio utilizzare il canale telematico.
Questa, però, è l’unica concessione resa a favore di coloro che ancora stentano ad usare Internet, dato che per il resto restano valide le precedenti regole per le quali: a) i servizi di pagamento telematico costituiscono l’unica via possibile se gli F24, sia pure con saldo finale a debito, contengano una qualsiasi compensazione con altri importi a credito; b) gli F24 che, per effetto di compensazioni di crediti tributari e/o contributivi, presentano un saldo finale uguale a zero non solo devono viaggiare in rete ma per di più soltanto sui canali telematici dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline, Desktop telematico), direttamente o tramite intermediario; c) ai titolari di partita iva, poi, continua a essere precluso in ogni caso l’F24 cartaceo e – qualora l’F24 per effetto di compensazioni di crediti tributari e/o contributivi presenti un saldo finale uguale a zero – anche loro (e, quindi, la regola vale per tutti)  sono obbligati a utilizzare esclusivamente i detti canali telematici, e anche qui direttamente o mediante intermediario.

(stefano civitareale)