Il Decreto Fiscale di fine anno (D.L. n. 193/2016 convertito in L:225/2016) ha infatti disposto, come abbiamo anticipato qualche tempo fa, che dal 1° luglio 2017 gli avvisi e gli altri atti del Fisco destinati ai contribuenti potranno essere notificati esclusivamente tramite Posta Elettronica Certificata (PEC).
I soggetti interessati sono in prima battuta tutti coloro dotati obbligatoriamente di una casella PEC, tra i quali figurano, per il momento, le imprese individuali, le società e i professionisti iscritti negli appositi albi o elenchi istituiti con legge dello Stato e, quindi, anche tutte le farmacie e tutti i farmacisti.
Ma la novità riguarda anche tutti gli altri cittadini non obbligati ad avere un indirizzo di posta elettronica certificata da inserire nell’INI-PEC (Indice Nazionale degli Indirizzi di Posta Elettronica Certificata), di cui però si siano facoltativamente dotati.
In particolare per tali soggetti la notificazione potrà essere eseguita – ma soltanto (attenzione!) dietro una loro specifica richiesta – non solo all’indirizzo di posta elettronica certificata di cui sono intestatari ma anche a quello di un soggetto terzo come un professionista (il proprio commercialista, ad esempio) o un familiare (entro il quarto grado) incaricato a ricevere le notifiche per conto del diretto interessato, secondo le modalità stabilite con un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate. In questo caso, l’indirizzo comunicato nella richiesta ai fini delle notificazioni degli atti ha effetto dal quinto giorno libero successivo a quello in cui l’ufficio fiscale attesta la ricezione della richiesta stessa.
La notifica via PEC, come del resto è noto, si considera effettuata nel momento in cui il gestore della casella PEC del destinatario trasmette la ricevuta di accettazione, e laddove la casella PEC risulti piena o non più valida o attiva, l’ufficio tenterà un secondo invio decorsi almeno sette giorni dal primo.
Se anche questo secondo invio non andasse a buon fine, la notifica dell’atto si intende effettuata mediante il suo deposito telematico nell’area riservata del sito di InfoCamere Scpa con relativa pubblicazione dell’avviso a esso inerente, e però in tal caso l’ente notificatore darà comunque notizia al destinatario dell’avvenuta notifica dell’atto mediante lettera raccomandata semplice e senza ulteriori adempimenti a suo carico.
Procede quindi a passo spedito il progetto di telematizzazione del rapporto fisco-contribuenti con gli intuibili risparmi di tempo, denaro, mezzi e uomini per l’amministrazione finanziaria.
Ai “forzati” della PEC [farmacie comprese, pertanto] fa carico l’onere di aggiornare e consultare con sempre maggiore frequenza e attenzione la propria casella, proprio per evitare spiacevoli conseguenze in caso di ritardo nella lettura dei messaggi di posta e ridurre quindi nel concreto il rischio, a esempio, di trovarsi tra le mani un atto non più impugnabile per scadenza dei termini.
D’altra parte, come avrete rilevato recentemente, anche noi stiamo procedendo alla conferma e/o all’acquisizione ex novo da parte di ogni farmacia assistita del proprio indirizzo Pec, cui infatti trasmetteremo via via – iniziando al più presto da quelle periodiche riguardanti l’iva a credito o a debito per il mese o il trimestre – tutte le comunicazioni relative ai tributi in scadenza e quelle di maggior rilievo.
Quella di controllare con assoluta regolarità la propria casella Pec, dunque, è ormai un’esigenza irrinunciabile per tutti e tutti dobbiamo imparare a conviverci gestendola con il massimo scrupolo.

(Studio Associato)

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