Siamo assegnatari di una sede nel concorso straordinario e sono in procinto di aprire la farmacia.
Vorremmo però sapere se è vero che, non optando per la liquidazione trimestrale iva, possiamo posticipare i pagamenti.

Secondo l’art. 1, comma 3, D.P.R. 100/98, i contribuenti mensili che affidano a terzi la tenuta della contabilità possono scegliere di fare riferimento, ai fini del calcolo dell’Iva dovuta per il mese precedente, all’imposta divenuta esigibile nel secondo mese precedente. Per coloro che iniziano l’attività, l’opzione ha effetto (necessariamente) dalla seconda liquidazione periodica dato che non c’è ancora evidentemente un “secondo mese precedente”.
Così, esemplificando, la liquidazione del mese di maggio – da versare in caso di importo a debito entro il successivo 16 giugno – viene effettuata, come del resto dovrebbe essere anche a Voi ben noto, sulla base dell’imposta a debito esigibile e dell’imposta a credito detraibile (rispettivamente, delle fatture attive e dei corrispettivi, da un lato e delle fatture passive, dall’altro) registrate nel mese di aprile.
Tale opzione, però, non comporta formalmente lo “slittamento” dei termini di versamento, tenuto conto che – per tornare al nostro esempio – l’iva a debito di maggio, anche se non liquidata sulla base delle registrazioni dello stesso mese ma su quelle del mese precedente (aprile), è pur sempre imputata a quel mese [viene infatti utilizzato per il versamento il codice tributo “6005, versamento iva mensile maggio”, e non il “6004, versamento iva mensile aprile”], e va versata entro il 16 del mese successivo (giugno) secondo la regola generale.
Questo d’altronde è anche il pensiero della Cassazione (Cass. civ. Sez. VI, Ord. 17/12/2013, n. 28165).

                                                                                                                      (valerio pulieri)

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