Come è ormai consuetudine, la rubrica “Normativa, giurisprudenza, ecc.” – pubblicata integralmente sul numero odierno di “Piazza Pitagora” – viene inserita anche in una specifica Sediva News.

* * *

– Ulteriori misure a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto
Decreto Legge 09/02/2017, n. 8 (in GU 09/02/2017, n. 33)
Pubblicato un altro dl. con nuove misure di sostegno in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016 e del 2017; in particolare, tra le altre disposizioni, il decreto prevede ulteriori differimenti dei termini sia per il versamento di imposte, tributi e ritenute che per l’osservanza di altri adempimenti tributari.

– Con il dl. Milleproroghe il rinvio anche della nuova remunerazione delle farmacie
Decreto Legge 30/12/2016, n. 244 (in GU 30/12/2016, n. 304)
È stato varato dal CdM il decreto che, tra le “mille” altre cose, rinvia il debutto del “nuovo” sistema di remunerazione di farmacie e grossisti, che sarebbe dovuto entrare in vigore addirittura entro il 2012 e che dovrebbe ora partire dal 1° gennaio 2018.
In sede di conversione in legge del dl., tuttavia, qualcosa o molto più di qualcosa sta cambiando: il 16 febbraio scorso il Senato ha approvato in Aula il testo integrato del provvedimento sul quale il Governo ha posto, come al solito, la fiducia e che dovrà quindi passare alla Camera.
Nel testo approvato dal Senato figura, ad esempio, anche l’emendamento, molto atteso, sulla proroga della validità delle graduatorie dei concorsi straordinari (“per sei anni a partire dalla data del primo interpello”), e anche, per quanto ci risulta, l’emendamento che proroga la “sospensione” dell’idoneità fino al 31/12/2018.

(r.s.)

– La Legge di Bilancio 2017
Legge 11/12/2016, n. 232 (in GU  21/12/2016, n. 297 –  Suppl. Ordinario n. 57)
È stato pubblicato in G.U. il provvedimento recante il “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019” di cui abbiamo parlato diffusamente in alcune Sediva News, e particolarmente in quella del 21/12/2016.

– Sulla prescrizione dei reati tributari, la parola torna alla Corte UE
Corte Costituzionale – ord. 26/01/2017, n. 24
Con questa ordinanza la Consulta ha rimesso alla Corte di giustizia UE la questione della compatibilità con il nostro ordinamento dell’art. 325, parr. 1 e 2, del Tfue, come interpretato nella decisione della Grande sezione della Cgue, 8 settembre 2015, causa C‑105/14, che ha affermato che la normativa italiana in materia di prescrizione del reato (ex artt. 160, ultimo comma, e 161, secondo comma, c.p.) può incidere sugli obblighi imposti agli Stati membri, impedendo in particolare di infliggere sanzioni effettive e dissuasive in un numero considerevole di casi di frode grave.

(m.g.)

– Non è impugnabile il parere dell’Asl sul provvedimento di revisione ordinaria della p.o.
Consiglio di Stato – ord.17/02/2017 n. 710
Il CdS sospende l’efficacia di Tar Campania n. 3839/2016, una sentenza per la verità incomprensibile perché aveva ritenuto immediatamente lesivo – e quindi impugnabile dal Comune – il parere negativo dell’Asl contro l’istituzione di una seconda sede in soprannumero collocata in una località distante oltre 4 km dal capoluogo (dove era/è in esercizio l’attuale unica farmacia) e con 750 abitanti ivi residenti.
Rinviando a un futuro “provvedimento espresso” la revisione ordinaria della p.o., il CdS sospende la decisione dei primi giudici proprio per il “carattere endoprocedimentale dell’atto impugnato in prime cure, trattandosi di parere obbligatorio e non vincolante rispetto a determinazione definitiva di competenza della Regione ex art. 5 della legge 8 novembre 1991, nr. 362”.
Però, nell’ordinanza del Supremo Consesso la “determinazione definitiva” viene dunque dichiarata “di competenza della Regione ex art. 5 della legge 8 novembre 1991, nr. 362”, quando in tutte le 19 regioni – e lo abbiamo rilevato ampiamente (da ultimo, v. Sediva News del 20/02/2017 di commento alla sent. 652/2017 del CdS) – la competenza in tema di revisione ordinaria, oltre che di revisione straordinaria, deve ritenersi spettare in via esclusiva ai comuni [con l’eccezione naturalmente delle provincie di Trento e Bolzano per le quali soltanto ha effetto, come noto, la “vexata” decisione della Corte Costituzionale 255/2013].
Il riferimento alla Regione – che peraltro il provvedimento del CdS reitera subito dopo (“… comporta l’evidente dovere dell’Amministrazione regionale … di concludere comunque il procedimento de quo con un provvedimento espresso”) – potrebbe al più essere riconducibile alla fattispecie decisa che, riguardando l’istituzione di una sede soprannumeraria ex art. 104 T.U.San., non è escluso che il CdS possa tuttora ritenere di pertinenza regionale, anche se, come abbiamo visto, l’ordinanza richiama l’art. 5 della l. 362/91 che attiene alla ben diversa vicenda del decentramento.
A noi pare comunque, e non da oggi, che sia l’art. 104 e sia l’art. 5 debbano intendersi ambedue modificati per quel che attiene all’amministrazione ivi indicata come competente all’adozione delle due rispettive misure, sembrando molto più aderente ai principi generali ricondurre in via esclusiva sempre ai Comuni tanto l’istituzione di farmacie soprannumerarie ai sensi dell’art. 104 quanto i decentramenti e quindi – per questo specifico aspetto – considerare le due disposizioni modificate di diritto.
Prima o poi tuttavia conosceremo anche qui un orientamento bene illustrato del Consiglio di Stato e sapremo perciò – soprattutto se le conclusioni saranno diverse – le ragioni che lo avranno convinto in tal senso.

(g.b.)

– Ancora sulla sopprimibilità di una sede a concorso diventata soprannumeraria
Consiglio di Stato – sent. 14/02/2017, n. 652
Sediva News del 20/02/2017

– Negata la sospensione della sentenza del Tar lucano che ha annullato un decentramento troppo disinvolto
Consiglio di Stato – sent. 10/02/2017, n. 0523
Il CdS ha respinto la domanda di sospensione della sentenza del Tar Basilicata n. 968/2016 che ha annullato – nella parte giudicata pregiudizievole degli interessi del ricorrente – la deliberazione del Comune di Potenza che aveva disposto il decentramento di alcune sedi del capoluogo lucano.
Infatti, dalla sospensione dell’efficacia della decisione di primo grado non deriverebbe alcun pregiudizio “grave e irreparabile” per l’appellante – il titolare, cioè, della sede “decentranda” – non essendo stata avviata la fase di allestimento della nuova sede; invece, precisa il Consiglio di Stato, danni gravi e irreparabili deriverebbero dalla sospensione della sentenza, che infatti comporterebbe evidentemente lo spostamento della farmacia dalla sede attuale a quella di arrivo e il sostenimento di oneri importanti destinati ad andare perduti in caso di rigetto dell’appello nel merito.

(s.l.)

– Il titolare di farmacia non può partecipare a una società di gestione di farmacia comunale
Consiglio di Stato – sent. 03/02/2017, n. 0474
V. Sediva News del 17/02/2017

– La base di calcolo dello sconto SSN è il prezzo di vendita e non quello effettivamente praticato
Consiglio di Stato – sent. 16/01/2017, n. 0118
Respingendo l’appello contro la sentenza del TAR Puglia n. 73/2016, il Supremo Consesso ha (definitivamente) sancito che per i farmaci “equivalenti” gli sconti al Ssn previsti dalla l. 662/96 vanno calcolati  assumendo come base di calcolo il prezzo al pubblico anziché quello “di riferimento”, con l’obbligo pertanto delle farmacie – della provincia di Barletta-Andria-Trani nella specifica vicenda decisa – di versare alla Regione la somma corrispondente alla differenza tra i due importi in relazione al periodo 2005/2011.

(r.s.)

– Via libera del CdS alle due farmacie “aggiuntive” di Cuneo
Consiglio di Stato – sent. del 13/01/2017, n. 0112
È una decisione importante perché sembra aprire un’autentica autostrada alla “libera” istituzione di farmacie aggiuntive da parte della Regione ovunque e comunque il comune ne faccia richiesta.
Ne parleremo meglio più in là in un commento dedicato.

(g.b.)

– Legittimo il provvedimento di decadenza dal diritto di prelazione del Comune di Orta di Atella
Consiglio di Stato – sent. 09/01/2017, n. 0026
Il Tar Campania aveva accolto il ricorso del Comune ma il CdS ha ora annullato la decisione, affermando che l’art. 1, comma 193, della (sopravvenuta) legge regionale n. 16 del 2014 non ha prodotto – come ha ritenuto il Tar – l’effetto di una generalizzata rimessione in termini di tutti i Comuni che avessero esercitato il diritto di prelazione sulle rispettive sedi farmaceutiche, ma ha inteso loro assegnare la data ultima del 31/12/2014 per la presentazione della documentazione richiesta soltanto laddove il termine di conclusione previamente assegnato fosse ancora pendente e non già spirato come per il Comune di Orta di Atella, soggetto pertanto quest’ultimo al regime normativo previgente secondo il principio generale tempus regit actum.

(s.l.)

– L’assegnazione delle sedi laziali può continuare anche con riguardo alle 7 “sub judice” di Latina
Consiglio di Stato – ord. 21/12/2016, n. 5740
Sediva News del 30/12/2016 

– L’incerto destino del secondo interpello pugliese
Tar Puglia – decreto del 01/02/2017, n. 0061
Sediva News del 20/02/2017

– Sulla farmacia grossista è contrario al Min. Salute anche il Tar Sicilia
Tar Sicilia – sent. del 24/01/2017, n. 0143 e 0144
Due farmacisti grossisti erano stati diffidati dell’Asp di Messina, che aveva seguito la ben nota tesi ministeriale, dal vendere a distributori all’ingrosso o ad altre farmacie medicinali acquistati con il codice identificativo della farmacia.
Anche il Tar catanese, al pari sostanzialmente di quello laziale, ritiene che il parere del Min. Salute 2 ottobre 2015, ispiratore dell’atto di diffida, esponga “una conclusione in palese contrasto col quadro normativo vigente”, mancando nel nostro ordinamento norme che esplicitamente impediscano al titolare di farmacia passaggi “interni” di medicinali dalla farmacia stessa al magazzino del grossista e non essendo inoltre comprovato che la fornitura di un farmaco da una farmacia ad un grossista, o ad altra farmacia, incida negativamente sulla sua distribuzione capillare a favore del pubblico, tanto più che il farmacista‑grossista è in ogni caso soggetto agli obblighi previsti dal codice del farmaco di garantire una dotazione minima e la relativa capacità di fornitura.
Per la cronaca aggiungiamo che il Tar ha respinto la domanda di risarcimento dei danni prodotta dai ricorrenti “per mancanza, quanto meno, del requisito della colpa, atteso che l’Azienda resistente si è limitata ad adeguarsi al suggerimento proveniente dal Ministero della salute”.

(m.g.)

– È vietata la vendita di farmaci etici on line: confermata la sanzione dell’Autorità Garante della concorrenza e del mercato
Tar Lazio – Sent. 17/01/2017, n. 765
Come noto, in Italia è tuttora vietata la vendita on line di farmaci “etici” (in qualche Paese europeo invece consentita, sia pure a certe condizioni), ed è perciò congrua la sanzione comminata dall’AGCM alla società inglese Hexpress Ltd (con provvedimento n. 24814 del 19 febbraio 2014).
L’AGCM, precisano i giudici laziali, ha infatti correttamente interpretato la normativa vigente, che consente la dispensazione di farmaci “etici” – trattandosi di medicinali per i quali è necessaria la prescrizione medica – soltanto ai farmacisti e soltanto in farmacia, quindi sotto la responsabilità del titolare.

(m.g.)

– Respinto il ricorso contro il D.M. Salute sul divieto di prescrizione di medicinali contenenti triac, clorazepato, fluoxetina, ecc.
Tar Lazio – sent. n. 2225 del  09/02/2017
Il Tar ha infatti ritenuto legittimo il D.M. Salute 4 agosto 2015 che ha disposto il “Divieto di prescrizione di preparazioni magistrali contenenti principi attivi triac, clorazepato, fluoxetina, furosemide, metformina, bupropione e topiramato”.

– Annullati invece i due DM. Salute sui principi attivi della pseudo-efedrina e della efedrina
Tar Lazio – Sent. 11/01/2017, nn. 0451 e 0450
È vero che in linea generale, come ha affermato il Tribunale della UE, “il principio comunitario di precauzione implica che, nel caso in cui sussistono incertezze quanto all’esistenza o alla portata dei rischi per la salute delle persone, le istituzioni possono prendere provvedimenti di tutela senza dover attendere che la realtà e la gravità di tali rischi siano pienamente dimostrate” e che, pertanto, la regolazione del predetto principio è in concreto rimessa al livello di protezione scelto dall’autorità competente nell’esercizio del suo potere discrezionale.
Senonché, dice ora il Tar, “tale potere non può essere esercitato sulla base di supposizioni, cioè di valutazioni meramente ipotetiche, e richiede comunque, in carenza di letteratura, la ricorrenza di un principio di probabilità del rischio per la salute”, mentre i due provvedimenti impugnati (D.M. Salute 27/7/2015 e 2/12/2015), recanti divieto di prescrizione di medicinali galenici e preparazioni contenenti il principio attivo della pseudo efedrina [o dell’efedrina] sono stati adottati previa un’istruttoria “condotta su un numero di schede nelle quali è presente la pseudo efedrina [o l’efedrina] per le quali soltanto si suppongono, ancorché secondo non meglio precisati canoni di ragionevolezza, sia lo scopo dimagrante sia la preparazione galenica tenuto conto delle carenti annotazioni sul punto del segnalatore ovvero del responsabile di farmacovigilanza
Di qui l’accoglimento dei ricorsi e l’annullamento dei due D.M., anche se naturalmente la partita su efedrina e pseudo-efedrina resta aperta perché è la stessa decisione a far “salva comunque l’immediata attivazione ad opera di tutti gli enti preposti, nei limiti delle competenze di ciascuno, di tutte le ulteriori attività e valutazioni del caso allo scopo di garantire tempestivamente, con fondamento e con pienezza, il diritto alla salute”.

(g.b.)

– Sulla discrezionalità tecnica della Commissione nella valutazione delle pubblicazioni
Tar Lombardia – Sent. 15/12/2016, n. 2369
Il Tar respinge il ricorso di un partecipante al concorso straordinario lombardo, rilevando che la Commissione ha, tra gli altri, anche il compito di valutare la scientificità dei contributi, pur se pubblicati su riviste divulgative, e quindi “non può desumersi un punteggio per il semplice fatto che siano stati pubblicati su riviste del settore, anche a contenuto divulgativo”.
In ogni caso, aggiungono i giudici milanesi, “tale valutazione rientra nella discrezionalità tecnica dell’amministrazione, che non può essere sindacata dal giudice amministrativo se non in presenza di un vizio macroscopico di illogicità ed irragionevolezza, che non è stato dedotto nel ricorso, il quale conferma il carattere divulgativo delle pubblicazioni”.

(s.l.)

– Asl tenuta a liquidare anche gli interessi se paga in ritardo le farmacie, senza necessità della previa formale messa in mora
Corte di Cassazione – Sez. Civile – sent. 27/12/2016 n. 27014
Il debitore, in questo caso l’Asl, è costituito in mora per la semplice presenza di un termine, e pertanto l’insorgenza dell’obbligo di corrispondere alla farmacia gli interessi sfugge al meccanismo previsto dall’art. 1219 del cod. civ. riguardante la previa costituzione in mora.
È dunque sufficiente che la farmacia provi di aver trasmesso tempestivamente al SSN le ricette spedite agli assistiti nel mese precedente, con tanto di prospetto contabile riepilogativo, perché – in caso di mancato pagamento alla data stabilita nella Convenzione – insorga a carico dell’Asl l’obbligo di corrispondere anche gli interessi (c.d. compensativi), senza necessità di una formale messa in mora.

(s.c.)

– Sul mancato pagamento delle ritenute
Corte di Cassazione – Sez. Penale – sent. 07/02/2017, n. 5603
Nel reato di omesso versamento di ritenute previdenziali e assistenziali sui salari dei dipendenti, la non punibilità per particolare tenuità del fatto si configura per l’imprenditore soltanto quando non sia stata superata la soglia di euro 10.000, e dunque oltre questo limite, fosse pure per un solo euro, l’omissione ha rilevanza penale anche laddove il datore di lavoro sia incensurato.

(m.g.)

– Chi emette fatture false e le utilizza è punibile per un duplice reato
Corte di Cassazione – Sez. Penale – sent. 06/02/2017, n. 5434
In tema di reati tributari, gli Ermellini,  confermando l’orientamento giurisprudenziale ormai consolidato,  hanno stabilito che la regola generale del concorso del reato  (ex art. 110 c.p.) non si applica nei casi in cui siano ascrivibili allo stesso soggetto tanto l’emissione quanto l’utilizzazione di fatture false per operazioni oggettivamente inesistenti. In tale eventualità, pertanto, si configurano sia il reato di cui all’art. 2 che quello di cui all’art. 8 del D.Lgs. 74/2000.

(s.l.)

 – La Cassazione sulla dispensazione di farmaci urgenti
Corte di Cassazione – Sez. Penale – sent. del 29/12/2016 n. 55134
Sediva News del 27/01/2017

– Licenziato il lavoratore per violazione dell’obbligo di fedeltà
Corte di Cassazione – Sez. Lavoro – sent. 14/02/2017, n., 3739
La Suprema Corte ha affermato la legittimità del licenziamento “per giusta causa” intimato al lavoratore trovato in possesso di appunti e informazioni riguardanti materiali, costi e fornitori, in quanto dati che non gli erano stati resi noti dal datore di lavoro essendo del tutto estranei alle sue mansioni.

(gio.b)

– Se l’Ufficio valuta in modo errato il tipo di accertamento nei confronti del contribuente
Corte di Cassazione – Sez. Tributaria – sent. 31/01/2017, n. 2473
Per la Suprema Corte l’eventuale qualificazione errata operata dall’Ufficio in tema di accertamento del reddito d’impresa (analitico, ovvero induttivo-extracontabile) non rileva  come violazione di legge, perché quel che conta è generalmente la “sostanza”, in questo caso la presenza di elementi che determinano un maggiore imponibile.

(s.l.)

– Un esorbitante conto “cassa” e la presenza di debiti bancari possono far scattare l’accertamento fiscale
Corte di Cassazione – Sez. Tributaria – Sent. 20/01/2017, n. 1530
La Suprema Corte ha affermato che l’esorbitante saldo positivo del conto denominato “denaro in cassa” (o dicitura del genere) e la presenza di una rilevante esposizione bancaria dell’impresa, con la conseguente maturazione di ingenti interessi a debito, manifestano una palese condotta antieconomica, tale da poter far scattare un accertamento analitico-induttivo ai sensi dell’art. 39, comma1, lett d) del D.P.R. 600/1973, anche in presenza di una contabilità formalmente regolare.

(f.l.)

– Sulla “Nuova Sabatini 2017”
Ministero dello Sviluppo Economico – Circ. 15/02/2017, n. 14036
Il MISE ha definito i termini e le modalità di presentazione delle domande per la Nuova Sabatini (rimodulata nelle scadenze e negli importi rifinanziati dalla Legge di Bilancio 2017) ai fini della concessione e dell’erogazione dei contributi e/o dei finanziamenti per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature da parte di piccole e medie imprese.

– Sul credito d’imposta per la videosorveglianza
Agenzia delle Entrate – Provv. 14/02/2017, n. 033037
L’A.f. ha illustrato le modalità di compilazione dell’istanza da presentare per usufruire del credito d’imposta riconosciuto dalla Legge di Stabilità 2016 in ordine alle spese sostenute nel 2016 nell’ambito della videosorveglianza.

– On line la guida dell’Agenzia delle Entrate sulla trasmissione e ricezione telematica delle fatture B2B
Agenzia delle Entrate – Circ. 07/02/2017, n. 1/E
L’A.f. ha fornito i primi chiarimenti sulla compilazione e trasmissione telematica delle fatture emesse e ricevute da soggetti privati prevista dal D.Lgs 127/2015, e sono state date precisazioni anche in materia di “spesometro” (la comunicazione obbligatoria dei dati delle fatture ai sensi del DL 193/2016) .

– La proroga dell’invio delle spese sanitarie/veterinarie al sistema TS
Agenzia delle Entrate – Provvedimento 26/01/2017
C’è [anzi: c’era…] tempo sino al 09/02/2016 – anziché fino al 31/12/2016, come previsto dalla norma – per poter trasmettere telematicamente al sistema TS i dati relativi alle spese sanitarie/veterinarie 2016; invece, il termine entro cui i contribuenti possono comunicare all’Agenzia delle Entrate il proprio rifiuto all’utilizzo delle spese mediche sostenute nel 2016 per l’elaborazione del 730 precompilato è posticipato al 9 marzo 2017.

(m.g.)

– Ulteriori chiarimenti sulle ipotesi di permanenza dell’agevolazione “prima casa”
Agenzia delle Entrate – Ris. 26/01/2017, n. 13
L’A.f., anche alla luce dell’orientamento più volte espresso dalla giurisprudenza, ha reso noti ulteriori chiarimenti in merito alle ipotesi di  decadenza dall’agevolazione “prima casa”. In particolare è stato precisato  che, qualora l’immobile venga venduto prima che siano trascorsi cinque anni dal suo acquisto fiscalmente agevolato, non si decade dall’agevolazione se – su un terreno di cui si è già proprietari – viene costruito, entro un anno dall’alienazione, un immobile ad uso abitativo (di categoria catastale diversa da A1, A8 e A9), da adibire ad abitazione principale.

(s.c.)

– I chiarimenti del Fisco sulla definizione di “distributore automatico” in farmacia
Agenzia delle Entrate – Ris. 21/12/2016, n. 113
L’A.f. fornisce altri importanti elementi circa le caratteristiche tecniche e la definizione dei  distributori automatici coinvolti dall’obbligo  – più volte richiamato tra le pagine di questa Rubrica – di trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate i dati dei corrispettivi giornalieri delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi resi.

(Studio Associato)

 

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