Qualche giorno fa la Guardia di Finanzia ha prelevato dalla farmacia 4 sacchetti per l’asporto delle merci per rilevarne la conformità alla normativa.
Vorrei perciò conoscere le disposizioni vigenti. 

Tra le infinite istituzioni (e disposizioni) cui la farmacia è chiamata a rispondere, c’è anche la Guardia di Finanza, che – tra le mille attribuzioni – può anche controllare se le buste di plastica utilizzate per la consegna dei prodotti rispondono ai requisiti previsti dalle norme in vigore.
Le ultime disposizioni pubblicate in materia stanno nella legge di delegazione europea n. 170/2016, che pone a carico di tutti gli stati membri l’obbligo di ridurre l’utilizzo di buste di plastica, cosicché verrà vietata la fornitura gratuita di sacchetti di plastica leggera (con spessore inferiore a 50 micron) e saranno introdotte le buste biodegradabili in luogo di quelle di plastica ultraleggera, con spessore inferiore ai 15 micron, come quelle che usiamo normalmente nei supermercati per frutta e verdura.
Invece, secondo le norme attuali è ancora ammessa la commercializzazione di sacchetti di platica monouso, biodegradabili e compostabili conformi alla normativa UNI EN 13432-2002 che disciplina precisi requisiti di spessore che, per l’uso non alimentare, sono pari a 100 micron per i sacchi con maniglia esterna e a 60 micron per i sacchi senza manici esterni.
La sanzione prevista per chi commercializza o distribuisce a titolo gratuito sacchetti non conformi alla detta normativa va da un minimo di € 2.500 ad un massimo di € 25.000.
È chiaro pertanto che le farmacie sono e saranno costrette a prestare anche qui la dovuta attenzione, controllando in particolare le caratteristiche degli shopper che acquistano.

(roberto santori)

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