Sono titolare di farmacia e vorrei usufruire nel 2017 del vantaggio fiscale dato dall’iper-ammortamento per l’acquisto del robot, un tema che voi state affrontando in profondità. Ma anche voi mostrate incertezza sull’applicabilità alle farmacie di questa agevolazione. come stanno le cose in questo momento?

Come si è rilevato più volte in questi ultimi tempi, e anche nella Sediva news di ieri 19/01/2017, l’art. 1, comma 9, della legge di bilancio 2017 (L. 232/2017) ha introdotto il cosiddetto iper-ammortamento del 150% per alcune categorie di beni.
In particolare la disposizione stabilisce testualmente che “al fine di favorire processi di trasformazione tecnologica e digitale secondo il modello “industria 4.0” per gli investimenti effettuati nel periodo indicato al comma 8 [dal 1 al 31 dicembre 2017 ma fino al 30 giugno 2018 se entro la prima data è intervenuta l’accettazione dell’ordine e il pagamento di un acconto almeno pari al 20% del costo complessivo  – n.d.r.] in beni materiali strumentali nuovi compresi nell’elenco di cui all’allegato A annesso alla presente legge, il costi di acquisizione è maggiorato del 150%”.
La locuzione “Industria 4.0” non risponde a una vera e propria definizione; richiama certo il concetto di “quarta rivoluzione industriale”, al quale può sicuramente sovrapporsi, con tutte le sue implicazioni, ed in particolare evoca una produzione quasi integralmente automatizzata, che fa uso di robot collaborativi interconnessi e rapidamente programmabili, big data, cloud computing, internet of thing e altro ancora: insomma, organizzazioni di lavoro caratterizzate da una sempre crescente interconnessione tra uomo e macchina, grazie naturalmente anche ai rapidi progressi dell’informatica e delle sue applicazioni.
Ora, il richiamato allegato A, dopo un generico rinvio ai “beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello industria 4.0”, elenca una serie di beni nonché le caratteristiche che questi devono possedere per poter essere annoverati tra quelli riguardati dal modello “Industria 4.0” e quindi ammessi all’agevolazione.
Tra i beni ricompresi nell’allegato le farmacie, in linea generale, possono essere interessate – come abbiamo ricordato anche ieri soffermandoci sui notevoli vantaggi fiscali – da “robot collaborativi e sistemi multi robot” ma anche da “macchine per il confezionamento e l’imballaggio”  e anche, crediamo, da “macchine, anche motrici e operatrici, strumenti e dispositivi per il carico e lo scarico, la movimentazione, la pesatura e la cernita automatica dei pezzi, dispositivi di sollevamento e manipolazione automatizzati, AGV e sistemi di convogliamento e movimentazione flessibili, e/o dotati di riconoscimento dei pezzi (ad esempio RFID, visori e sistemi di visione e meccatronici”.
Tuttavia, come il quesito ricorda, sono stati sollevati dubbi circa l’applicazione di tale agevolazione alle farmacie.
In particolare si è affermato che proprio per le caratteristiche tecnologiche di tali beni (rectius: investimenti) un’unità produttiva come la farmacia non potrebbe ragionevolmente esserne interessata.
Ma nel testo legislativo non c’è alcuna traccia di una limitazione del bonus fiscale a particolari settori produttivi, e una tale limitazione non è rinvenibile neppure nell’allegato A, che reca infatti una elencazione puramente oggettiva dei beni e delle strumentazioni interessate dall’agevolazione con le relative caratteristiche.
Anche l’uso da parte del legislatore di una locuzione indeterminata, quale per l’appunto “Industria 4.0”, induce verosimilmente a ritenere che l’iper-ammortamento non ha lo scopo di incentivare l’acquisto di singoli macchinari in determinati settori produttivi, bensì quello di favorire un processo di trasformazione tecnologica delle unità produttive secondo quelle direttive, costituendo quindi, in sostanza, una misura “trasversale” a tutti i settori economici e/o produttivi.
Deve pertanto ragionevolmente ritenersi che anche uno stabilimento di piccole dimensioni – quale una farmacia – che effettui un investimento rispondente appieno a quelle caratteristiche, debba avere accesso al beneficio.
Una conferma in tal senso sembra del resto giungere dalla stessa relazione governativa al disegno di legge di bilancio 2017, che, commentando la norma in questione, afferma testualmente che questa “in particolare,[ …] reca una disciplina nuova e specifica in conformità con un approccio neutrale sotto il profilo sia settoriale che tecnologico” [la sottolineatura è nostra] con ciò intendendo – ci pare – che l’agevolazione riguardi in senso oggettivo tutti i “beni materiali strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale in chiave industria 4.0 (dettaglio fornito nell’allegato A) per i quali la maggiorazione è riconosciuta nella misura del 150% (c.d. iper-ammortamento del costo di acquisizione”, quale che sia, insomma, il settore economico di appartenenza e/o la specifica tecnologia impiegata per la realizzazione dell’investimento stesso.
Naturalmente, considerato che il notevole risparmio fiscale che ne deriverebbe v. in particolare Sediva News del 11/01/2017 e appunto del 19/01/2017 – costituisce/può costituire un fattore spesso determinante della scelta di porre in essere l’investimento, è necessario acquisire la massima certezza in proposito, che in questo momento tuttavia nessuno può nutrire.
Dobbiamo dunque augurarci che i chiarimenti ufficiali – che non dovrebbero d’altronde tardare più di tanto, vista l’importanza della misura per l’economia nazionale – finiscano per dissipare ogni dubbio nella direzione indicata da queste note.

(stefano civitareale)

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