È in corso un accertamento sui redditi da me dichiarati per il 2013 e voglio segnalarvi un aspetto particolare: la parcella di un avvocato intestata alla farmacia non viene considerata deducibile perché la descrizione, dice l’Agenzia delle Entrate, non permette di considerare la prestazione dell’avvocato come riguardante la farmacia.

Il comportamento dell’Agenzia delle Entrate in sede di accertamento tende a un rigore sempre maggiore e il Suo è un caso tutt’altro che isolato o sorprendente.
Infatti, i costi relativi a cessioni di beni e/o a prestazioni di servizi, ove le relative fatture e/o parcelle indichino in termini troppo generici la natura della prestazione (questo vale naturalmente soprattutto per i servizi), rischiano – anche se realmente sostenuti – di non essere considerati deducibili dal reddito d’impresa.
In questo senso, d’altra parte, si muove un orientamento, ormai abbastanza consolidato, anche dei giudici tributari.
Secondo l’art. 21 del D.P.R. 633/72, infatti, la fattura deve specificare – e questo viene dimenticato troppo spesso (anche dai commercialisti) – la natura, la qualità e la quantità dei beni ceduti e/o dei servizi prestati, un principio sancito anche al fine di consentire la valutazione dell’inerenza delle operazioni all’attività dell’impresa.
Se, quindi, la fattura viene redatta correttamente, essa costituisce documento idoneo a “certificare” i costi dell’impresa e ogni prova contraria fa carico al Fisco il quale, invece, in presenza di un documento irregolare, o comunque non esaustivo sotto gli aspetti appena ricordati, è legittimato a contestare l’effettività dei costi ivi indicati e perciò l’inerenza e infine la deducibilità.
Ecco quindi l’importanza, quando si riceve una fattura (o la parcella di un professionista), di esigere da chi la emette una descrizione sufficientemente compiuta e dettagliata dei beni ceduti e soprattutto dei servizi prestati (il più delle volte, d’altronde, le mancanze ricorrono proprio per questi ultimi), evitando insomma indicazioni troppo generiche del tipo: “consulenza” o “servizi di manutenzione ordinaria/straordinaria” o, ancora, “assistenza” ecc. in modo per l’appunto da evitare il più possibile facili contestazioni in caso di controlli fiscali.

                                                                                       (stefano civitareale)

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