Vorremmo sapere se la partecipazione come socio accomandante in una sas titolare di farmacia è compatibile con quella di socio accomandatario di una sas diversa e titolare di un’altra farmacia, tenendo presente che le due farmacie sono ubicate sulla stessa strada.

L’art. 2301, 1° comma, c.c. dispone che “il socio non può, senza il consenso degli altri soci, esercitare per conto proprio o altrui un’attività concorrente con quella della società, né partecipare come socio illimitatamente responsabile ad altra società concorrente”.
La norma, la cui ratio è di tutta evidenza, contiene pertanto a carico del socio due diverse prescrizioni che hanno effetto per tutto il tempo in cui perduri lo status di socio, e che però non operano quando il fatto che può darvi causa preesistesse alla formazione della società e fosse conosciuto dagli altri soci, né quando – come abbiamo appena letto – intervenga il loro consenso, anche semplicemente tacito o per facta concludentia.
Trattandosi tuttavia di precetti ambedue derogabili, possono essere (l’uno e/o l’altro dei due) sterilizzati sin dall’origine nel contratto sociale, come pure, diversamente, l’atto costitutivo/statuto può prevedere che il “divieto di concorrenza” abbia effetto per l’uno e/o per l’altro divieto anche per un periodo successivo allo scioglimento del rapporto tra il socio e la società.
La prima prescrizione vieta dunque al socio di esercitare “un’attività concorrente con quella della società” a nome e/o “per conto proprio” o per conto “altrui”, mentre la seconda – che quindi, a differenza dell’altra, postula indefettibilmente che il socio partecipi a due società – vieta tout court di “partecipare come socio illimitatamente responsabile ad altra società concorrente”.
Perciò, il primo divieto impedisce al socio lo svolgimento (in forma o a titolo individuale, ovvero espletando poteri di gestione in un’impresa “altrui”) di un’attività nei fatti concorrenziale (un aspetto decisivo che va pertanto verificato caso per caso) con quella esercitata dalla società cui egli partecipa, la seconda la mera partecipazione – senza perciò necessità di alcuna verifica – ad “altra società concorrente” ma come “socio illimitatamente responsabile” e quindi, in questa seconda ipotesi, quale socio di una snc (e qui non importa se statutariamente egli risulti o meno investito di poteri di amministrazione) o quale socio accomandatario in una sas.
Premesso allora che generalmente tra due farmacie vicine c’è o è comunque ravvisabile concorrenzialità – che peraltro si può configurare anche tra una farmacia e una parafarmacia (o tra due parafarmacie) specie se ubicate in locali molto ravvicinati, non operando notoriamente in tal caso nessun limite di distanza – si tratta di controllare se nella fattispecie ben delineata nel quesito l’art. 2301 può essere invocato e in caso affermativo da quale delle due società, perché formalmente è soltanto la società come tale il soggetto leso in via immediata nell’ipotesi di infrazione al divieto da parte del socio, anche se nel concreto saranno verosimilmente gli altri soci a condurre la danza.
Ora, guardando la vicenda dal lato della sas in cui il farmacista “bi-partecipante” riveste la qualità di socio accomandante, ci pare che questa sia senz’altro legittimata ad agire contro di lui per il risarcimento di danni (e/o per la sua esclusione), dato che certamente costui partecipa come “socio illimitatamente responsabile” in un’“altra società concorrente”.
Dal lato della seconda sas, invece, le cose stanno altrimenti, perché il nostro eroe – quale socio accomandante nella prima sas – probabilmente non viola a danno della seconda nessuna delle due prescrizioni, non esercitando infatti “per conto… altrui” alcuna attività (all’accomandante, come sappiamo, il codice civile vieta il compimento di un qualsiasi atto di amministrazione della sas), né men che meno partecipando “come socio illimitatamente responsabile ad altra società concorrente”.
Ma indubbiamente, per concludere, la partecipazione di farmacisti a più società titolari di farmacie e/o di parafarmacie – una fattispecie certo non infrequente – potrà generare in circostanze specifiche alcune situazioni di conflitto anche concorrenziale tra i rispettivi esercizi sociali, che quindi l’art. 2301 del cod.civ. potrebbe contribuire a risolvere e magari in qualche caso a prevenire.

(gustavo bacigalupo)

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