• Riduzione dell’ACE: a partire dal 2017, viene ridotto al 2,3% (oggi 4,75%) il rendimento nozionale da applicare sul patrimonio dell’impresa che riduce per pari ammontare l’imponibile assoggettato a tassazione.
    E così, ad esempio, se il patrimonio netto di un’impresa individuale o di una società di persone (incluso il capitale sociale) è 100, nel 2016 è possibile dedurre dal reddito imponibile (pari, poniamo, a 60) il 4,75% di 100, e perciò l’importo da assoggettare a tassazione scende da 60 a 55,25, mentre dal 2017, sempre seguendo questo esempio, l’imponibile sale a 57,70.
    Si tratta comunque di un rendimento abbastanza ragguardevole, perlomeno rispetto a quel che è previsto per i titoli di stato o altre forme di investimento.
  • Abolizione Irpef agricola: per il triennio 2017/2019 i redditi dominicali e agrari dei coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali non saranno assoggettati a tassazione.
  • Aumento della detrazione d’imposta per i pensionati: è previsto l’aumento della no tax area per i pensionati con assegni più bassi paragonandola a quella dei dipendenti, attualmente pari a Euro 8.125,00.
  • Detassazione dei premi di risultato: il lavoratore dipendente che percepisce premi di risultato (con esclusione del lavoro straordinario) avrà la possibilità di usufruire di una tassazione forfetaria del 10% con il limite di Euro 3.000 annui (nel 2016 il limite era Euro 2.000), sempreché nell’anno precedente egli abbia avuto un reddito di lavoro dipendente inferiore a Euro 80.000 (nel 2016 questo limite era di Euro 50.000).
    Come negli altri anni, tuttavia, l’agevolazione deve in ogni caso essere prevista nei contratti collettivi, quel che in precedenza – almeno per le farmacie – non sempre è avvenuto.
  • Garanzia giovani: verrà introdotto (ma forse in un provvedimento diverso dalla legge di bilancio) un bonus per i datori di lavoro che assumono giovani fino a 29 anni che hanno concluso stage o tirocini formativi nell’azienda; si tratta della concessione di un contributo di Euro 8.060 l’anno per tre anni.
    Dovrebbe essere anche introdotto lo stesso incentivo per le assunzioni in tutte le regioni del sud per i giovani sino ai 25 anni (indipendentemente dallo stage) e per i lavoratori che hanno perso il lavoro da almeno sei mesi, in questo caso senza vincoli di età.
  • Canone Rai: per il 2017 si riduce dagli attuali 100 Euro a 90 Euro, da riscuotere sempre con addebito sull’utenza elettrica.
  • Abolizione degli studi di settore: è un argomento che abbiamo già trattato nella Sediva news del 19/09/2016 alla quale evidentemente rimandiamo.
  • APE: è il ben noto anticipo per l’accesso alla pensione, che avrà naturalmente un “costo” in termini di minor assegno percepibile.

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Come al solito interverranno in Parlamento modifiche di colore diverso, ma il testo potrebbe essere rivisto – nonostante la fermezza che il Governo sta mostrando a questo riguardo – anche in funzione dei rilievi che l’UE potrà formulare; delle une e delle altre daremo immediato riscontro.

 (Studio Associato)

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