La trasformazione di un’impresa individuale – come può essere evidentemente la farmacia – in una struttura societaria (che attualmente può essere in pratica soltanto una società di persone, e quindi una snc o una sas) prevede il pagamento di un’imposta fissa di soli € 200.
Il conferimento viene effettuato sulla base delle attività che risultano a quel momento in bilancio – e perciò dei beni strumentali (arredi, ecc), della merce, dei crediti, del denaro, ecc. – dalle quali vanno dedotte le passività, come il TFR, i debiti v/fornitori o banche, ecc.
Ad esempio, se l’attivo è 1.000 e il passivo 800, il conferimento da parte del titolare individuale della farmacia avverrà per la differenza, pari cioè a 200, mentre l’altro socio (immaginando che la compagine sociale sia composta da soli due farmacisti) apporterà denaro ed eventualmente i diritti a lui derivanti dalla cessazione dell’ipotetica impresa familiare (e magari anche, ma generalmente non è necessario, la propria attività lavorativa).
Ai due soci l’atto costitutivo/statuto della società (che sarà anche l’atto di conferimento della farmacia) attribuirà una quota del capitale sociale proporzionalmente corrispondente al valore di  quanto da ciascuno di loro conferito.
Fin qui tutto semplice.
Senonché, l’art. 1, commi da 95 a 96 della l. 28/12/2015 n. 208 ha disposto che il titolare può conferire anche il valore di avviamento che può dunque concorrere anch’esso alla formazione del complessivo capitale sociale.
Così, se l’avviamento è pari a 500.000, in quell’esempio il titolare avrebbe conferito 500.200 e il socio avrebbe evidentemente una quota di partecipazione inferiore.
L’inclusione anche del valore di avviamento consente alla società conferitaria di versare un’imposta del 16%, cioè 80.000, ma la società può portare in deduzione ogni anno il 20% di quel valore e pertanto 100.000 per cinque anni.
Se allora il reddito della farmacia fosse di 200.000, per cinque anni la società (ma in realtà i soci) pagherebbe imposte soltanto su 100.000, e questo comporterebbe il pagamento di minori tributi per totali 40/45.000 circa l’anno.
Il risparmio può dunque assommare complessivamente a circa 200/220.000 che può rivelarsi un recupero fiscale di grande interesse.
Aspetti negativi: certo, se si concorresse poi alla presidenza della Repubblica la controparte farebbe valere quanto la Clinton ha detto nei confronti di Trump.
E’ quindi importante parlarne un po’ più a fondo.

(franco lucidi)