Come ogni anno, in questo periodo trapelano le prime notizie in ordine al contenuto della Legge di Stabilità annuale, anche se il testo del disegno di legge che il Governo approverà per essere inoltrato al Parlamento per la sua approvazione vedrà la luce verosimilmente entro la fine di ottobre.
Anche questa volta vogliamo riavviare la Rubrica con le principali novità che sembrano profilarli e che al momento sembrerebbero le seguenti:

  • proroga all’intero anno 2017 del maxi-ammortamento (deduzione al 140% della relativa spesa) per gli acquisti di beni strumentali nuovi, esteso inoltre ad alcuni beni immateriali connessi con le attività di ricerca e sviluppo;
  • revisione dell’ACE (Aiuto Crescita Economica) che consentirebbe la detassazione di una percentuale (pari per il 2016 al 4,75%) del patrimonio netto delle imprese, per favorirne la capitalizzazione;
  • introduzione del regime di cassa esclusivamente per le imprese in contabilità semplificata (con volume d’affari fino a € 700.000), in luogo dell’ordinario regime di competenza;
  • introduzione dell’IRI, cioè della tassazione uniforme del reddito d’impresa indipendentemente dalla forma giuridica assunta per la sua gestione, parificando perciò il regime fiscale previsto per le società di capitali alle società di persone e alle imprese individuali;
  • riduzione dal 27,5 al 24% dell’IRES, l’imposta sul reddito delle società di capitali;
  • conferma della detassazione, con previsione di un’imposta sostitutiva del 10% dell’ammontare dei premi di produttività corrisposti ai lavoratori dipendenti, con elevazione della soglia di € 2.000 annui attualmente prevista;
  • riduzione della decontribuzione per le nuove assunzioni a tempo indeterminato;
  • allargamento della base imponibile delle persone fisiche mediante riduzione di deduzioni e detrazioni (spese mediche, mutui, ecc.) allo scopo di riequilibrare la riduzione di gettito conseguente alle ricordate agevolazioni sulla tassazione.

Attenderemo naturalmente il testo definitivo del disegno di legge governativo e ancor più del provvedimento finale che sarà licenziato dal Parlamento (dopo il prevedibile consueto “assalto alla diligenza”…) per poter trarre le dovute conclusioni.

(Studio Associato)