E’ vero che gli anziani non pagano il canone RAI?

Tra le condizioni attualmente previste per l’esenzione dal pagamento del canone Rai c’è – è vero – anche quella anagrafica, ma non è l’unica condizione perché i requisiti in realtà sono tutti quelli qui sotto indicati:
a) Aver compiuto 75 anni di età entro il termine di pagamento del canone;
b) Non convivere con altri soggetti diversi dal coniuge;
c) Possedere un reddito che, unitamente a quello del coniuge convivente, non sia superiore complessivamente ad € 516,46 per tredici mensilità (€ 6.713,68 annui).
Inoltre, l’agevolazione spetta solo per gli apparecchi situati nell’abitazione di residenza e non quando siano installati (soltanto e/o anche) in luoghi diversi (ad esempio, in una seconda casa).
È evidente che l’agevolazione è riservata a situazioni di particolare disagio economico-sociale e a questo proposito ricordiamo che la Legge di Stabilità 2016 ha previsto l’innalzamento fino ad 8.000 euro della soglia di reddito annuo indicata sub c).
Allo stato attuale – dato che sempre per la Legge di Stabilità 2016 un decreto del Mef in dirittura d’arrivo dovrebbe recare novità in proposito – ai fini dell’ottenimento del beneficio, i soggetti interessati devono presentare apposita “dichiarazione sostitutivaper i cittadini ultra settantacinquenni”, disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it), da presentare direttamente allo sportello presso un ufficio locale o territoriale delle Entrate oppure da spedire a mezzo raccomandata all’indirizzo indicato sullo stesso sito.
Ricordiamo anche che sul sito è stato naturalmente pubblicato anche il testo della più generale “dichiarazione sostitutiva” che il cittadino – seguendo le relative istruzioni – potrà utilizzare per dichiarare di non detenere né un apparecchio radio né un apparecchio tv, ovvero segnalare errori o situazioni particolari (potrebbe verificarsi, ad es. che il canone venga richiesto a nome del marito e a quello della moglie perché sono intestatari di due distinti contratti di fornitura di energia).
Giunge però ora la notizia che il Consiglio di Stato – chiamato a esprimere, come previsto della legge, il parere sul Decreto Ministeriale cui si è accennato – abbia sollevato alcune riserve e chiesto chiarimenti anche di una certa rilevanza su vari aspetti della vicenda, “bacchettando” qua e là anche il Governo per qualche oscurità del provvedimento e anche per il ritardo con cui lo schema di decreto è stato predisposto.
A questo punto non si possono escludere evidentemente ritardi neppure sul periodo di esazione della prima rata del canone.

(stefano stati)