La mancata restituzione della bombola d’ossigeno – QUESITO
Nel turno di notte ho consegnato, sulla parola, in regime di SSN una
bombola di ossigeno (che avevo in comodato d’uso), non facendo pagare
nessuna cauzione. Ma dopo diversi mesi, nonostante le ripetute richieste,
non mi è stata ancora restituita. Che posso fare?

La questione era già stata affrontata nella Sediva News del 07/11/2014.
Come già allora abbiamo avuto occasione di chiarire, nella fornitura di
ossigeno medicale lo schema contrattuale è quello della vendita del gas,
che deve avvenire necessariamente – non essendo possibile per ovvie ragioni
la sua cessione in forma libera – mediante la consegna in bombola.
D’altra parte questa non può come tale costituire oggetto della cessione,
avendo solo la funzione di contenitore e la sua consegna al cliente dà vita
a sua volta a un contratto di comodato con il conseguente obbligo di
restituzione a carico del cessionario, secondo i principi generali
stabiliti dall’art. 1809 c.c.
Riguardo al termine per la restituzione, lo stesso articolo prevede che, se
nel contratto non è convenuto alcun termine, il cliente-comodatario è
tenuto alla restituzione del bene quando se ne è servito in conformità al
contratto, cioè, in pratica, quando è stato interamente consumato il gas
ivi contenuto.
Se quindi il cliente non provvede alla restituzione osservando questo
criterio, la farmacia può anche agire giudizialmente per la restituzione, a
parte l’ovvia considerazione che il costo dell’azione legale rischia di
rivelarsi ben superiore al valore del bene da recuperare…
Quanto alla cauzione, questa può essere richiesta – ma non
obbligatoriamente – proprio a garanzia della restituzione della bombola
stessa.
E se pertanto la farmacia decide di non farla versare per ragioni – diciamo
così – di “politica commerciale”, si espone naturalmente proprio al rischio
di comportamenti scorretti da parte della clientela.
(stefano civitareale)