Una picconata sui concorsi straordinari anche dal CdS: ai “rurali” (e ai
“parafarmacisti”) la maggiorazione del 40% può condurli anche oltre il
limite dei 50 punti

Con la sentenza n. 5667 del 14 dicembre u.s., come forse avrete già
rilevato in qualche sito del settore, il Consiglio di Stato – decidendo
soltanto ora (e non due o tre anni fa come probabilmente sarebbe stato
possibile e certo sarebbe stato meglio per tutti) l’appello proposto contro
Tar Sardegna 1457/2009 – ha sancito che la famosa maggiorazione del 40%
spettante nei concorsi per sedi farmaceutiche ai farmacisti “rurali”, e in
quelli straordinari anche ai “parafarmacisti”, non incontra nessun tetto,
non quindi quello degli antichi 32,5 punti complessivi (6,5 per
commissario) e neppure il limite, che sembrava a tutti invalicabile nella
valutazione dei titoli relativi all’esercizio professionale, dei 35 punti.
Per il CdS, infatti, la disposizione di cui all’art. 9 della l. 8/3/68 n.
221 – secondo cui «Ai farmacisti che abbiano esercitato in farmacie rurali
per almeno 5 anni come titolari o come direttori o come collaboratori verrà
riconosciuta una maggiorazione del 40 per cento sul punteggio in base ai
titoli relativi all’esercizio professionale, fino ad un massimo di punti
6,50» – va assunta, trattandosi di «una “lex specialis”», come norma
attributiva di un’agevolazione riconosciuta ai beneficiari
indipendentemente, quindi anche oltre, il punteggio massimo complessivo di
sette punti per ciascun commissario previsto dalla “normativa generale –
L. n. 362/1991 e D.P.C.M. n.298/1994”.
Dinanzi a una conclusione così lapidaria, come lapidaria è l’intera
decisione (qui allegata) che in poche righe dice quel che abbiamo visto o
poco più, non sarebbe di alcuna utilità confutare la tesi rivisitando
anche il percorso normativo e giurisprudenziale riguardante la storica
maggiorazione del 40%, perché una decisione del genere – discutibile finché
vogliamo, ed è francamente discutibilissima (è vero che non l’ha scritta il
Presidente Lignani, che però ha presieduto il collegio giudicante e questo
almeno a noi sorprende parecchio) – è l’ennesima picconata inferta anche e
soprattutto ai concorsi straordinari, che rischiano quindi nella gran parte
di essere rimessi in gioco quasi dalle fondamenta.
Le impugnative delle graduatorie, ove ancora proponibili, fatalmente si
sprecheranno, dato che la prospettiva dei partecipanti in forma individuale
o per la gestione associata – se titolari o soci di società titolari di
farmacie rurali sussidiate, oppure soltanto “parafarmacisti” – di
scavalcare il limite dei 50 punti non può evidentemente (e
comprensibilmente) che ingolosirli.
(gustavo bacigalupo)

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