Verifiche fiscali in farmacia: attenzione a quel che si dichiara (e si
sottoscrive…)

Il legale rappresentante di una società (come una snc o sas titolare di
farmacia) deve stare molto attento a quello che dichiara al Fisco nel corso
di una verifica (e riportato nel relativo verbale che è chiamato a
sottoscrivere).
Poniamo che, ad esempio, egli riconosca espressamente (anche solo per
“legittima” ignoranza o per mera dabbenaggine) dati, calcoli o conclusioni
che possono essere utilizzati contro l’impresa nell’istruttoria
dell’accertamento; ebbene, secondo l’orientamento prevalente della
Cassazione confermato anche di recente (Sent. n. 20.979/2015 VI Sez.
Trib.), “esternazioni” di questo tipo costituirebbero una vera e propria
confessione stragiudiziale e, quindi, non un semplice indizio ma
un’autentica prova in grado di “supportare” anche da sola l’accertamento,
senza quindi necessità di ulteriori riscontri.
E questo, precisa la Suprema Corte, in virtù del nesso di immedesimazione
organica intercorrente tra la società verificata e il suo legale
rappresentante, ma anche, evidentemente e a maggior ragione, tra il
titolare in forma individuale di un’impresa e l’impresa stessa; ed è un
nesso, attenzione, che non si affievolisce neppure quando la dichiarazione
sia resa con dolo o abuso. Prudenza, quindi…
(stefano
civitareale)

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