Tanto tuonò…: la G.R. Emilia sposa in pratica la “contitolarità”
ministeriale

La Giunta emiliana, infatti, con la deliberazione in data di ieri,
14/12/2015, fa sostanzialmente propria la tesi espressa dal Ministero della
Salute con nota del 26/11/2012, che del resto – per la fonte di provenienza
– era purtroppo lecito pensare trovasse prima o poi qualche seguace nelle
amministrazioni regionali.
Se quindi Liguria e Piemonte, ma forse anche Toscana e Puglia, non hanno
preso almeno sinora una specifica posizione in tal senso ma neppure in
quello contrario (anche se in Piemonte i comuni stanno rilasciando la
titolarità della farmacia a nome e favore della società formata tra
vincitori in forma associata, e non a ciascuno di loro e/o a tutti
congiuntamente), l’Emilia è uscita ora allo scoperto assumendo
testualmente: “Ciò che si vince al termine del concorso è l’autorizzazione
ad esercitare la professione di farmacista come titolare di uno dei punti
della rete delle farmacie contemplate nel presente concorso, che ecc… In
sostanza, quello che si vince mediante il concorso è l’autorizzazione “ad
aprire ed esercitare una farmacia“ (artt. 104-118 T.U.) in una delle sedi
previste. Tale autorizzazione “è strettamente personale e non può essere
ceduta o trasferita ad altri. E’ vietato il cumulo di due o più
autorizzazioni in una sola persona” [così l’art. 112 TU.]”.
E poi: “Nel caso di concorso di più professionisti in gruppo,
l’autorizzazione eventualmente vinta verrà rilasciata unica pro indiviso, e
ad essa verrà applicata la regola che la stessa “è strettamente personale e
non può essere ceduta o trasferita ad altri. E’ vietato il cumulo di due o
più autorizzazioni in una sola persona”, per ciò intendendosi anche la
persona “fisica” formata in modo plurimo cioè in gruppo, e che quindi
ciascuno dei singoli partecipanti non potrà cedere o trasferire ad altri la
propria quota di autorizzazione, né potrà essere titolare pro quota o per
intero di altre autorizzazioni, a pena di decadenza dell’intera
autorizzazione nei confronti anche di tutti gli altri componenti il gruppo,
e ciò per dieci anni”.
Inoltre: “Il gruppo (?) (N.B.: i decreti toscani hanno invece assegnato le
sedi alle “candidature”, lasciando ai comuni la patata bollente) che venga
autorizzato all’esercizio di una farmacia mediante il presente concorso,
puo’ concorrere per l’autorizzazione all’esercizio di un’altra; ma decade
di diritto dalla prima autorizzazione, quando, ottenuta la seconda, non vi
rinunzi con dichiarazione notificata alla Regione entro dieci giorni dalla
partecipazione del risultato del concorso.”.
Così concludendo: “Sia ai candidati singoli, sia a quelli in forma
associata, pertanto, risulterà – egualmente – precluso di accettare
l’autorizzazione all’esercizio di due o più sedi, anche in regioni
diverse”.
Come si vede, i vincitori in forma associata non diventano “contitolari”,
come ha detto il Ministero, ma ciascuno di loro “titolare pro quota” (o
“pro indiviso”); a parte però la diversità di vocabolario, le cose non
cambiano perché sia al “contitolare” che al “titolare pro quota” si
applicherebbero – per una tesi come per l’altra – tutte le norme dettate
per il titolare in forma individuale, compreso l’art. 112 TU. le cui
disposizioni, come qualcuno avrà certamente rilevato, sono state richiamate
pressoché interamente.
Le conseguenze sarebbero dunque le stesse tratte dalla nota ministeriale.
Per quanto ci riguarda, invitando chi ha interesse a leggere l’intero testo
della deliberazione giuntale, era infondata la tesi ministeriale,
esattamente come è infondata quella della regione emiliana e le ragioni le
abbiamo in precedenza illustrate ampiamente (e la prima volta in Sediva
news 30/11/2012: “L’inquietante nota ministeriale sul concorso
straordinario” cui rimandiamo).
A questo punto è chiaro che i vincitori emiliani – che possono essere
comprensibilmente preoccupati dall’idea di doversi sobbarcare un’iniziativa
giurisdizionale – rifletteranno a lungo prima di accettare la sede che
verrà loro assegnata, laddove naturalmente la stessa compagine o taluno dei
suoi componenti abbia partecipato con successo ad un altro concorso e
ritenga di preferire la sede conseguita in quest’ultimo; ovvero, prenderà
il toro per le corna contrastando la deliberazione della G.R. Emilia e
sottoponendola sin d’ora all’esame del Tar, riservandosi evidentemente di
estendere in prosieguo il giudizio anche ai provvedimenti comunali adottati
in conformità alla posizione regionale.
Siamo solo all’inizio delle ostilità che prima o poi dovevano essere
aperte, e forse è un bene per tutti che una deliberazione del genere abbia
visto presto la luce perché si accelereranno i tempi di definizione di
questa vicenda pazzesca, foriera di mille conseguenze nefaste, prevedibili
e non prevedibili, sulle quali ovviamente torneremo più volte.
(gustavo bacigalupo)

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