Gli interpelli pugliesi: sul filo di lana vince il buonsenso e anche il
diritto amministrativo

Il titolo può apparire un po’ criptico ma le cose stanno così.
Anche la Puglia aveva mostrato per lungo tempo di volersi allineare alla
scelta della Toscana (che tutti abbiamo criticato) sottraendo ai “primi
interpellati” le sedi – più o meno una trentina – oggetto di impugnative
non ancora decise con sentenze passate in giudicato.
Ma proprio in extremis sono prevalsi i principi di diritto amministrativo,
oltre a quelli della pura ragionevolezza, e nel primo interpello sono state
offerte via Pec ai primi 188 graduati – che dovranno rispondere per la
stessa via entro le ore 18 di venerdì p.v. – anche le sedi “in bilico”.
Stando alla deliberazione del Giunta Regionale n. 2159 del 9/12/15 (chi
vuole consultarla potrà cliccare sul link), qui l’avvocatura regionale – a
differenza di quella toscana – parrebbe aver contribuito ad orientare la
G.R. nella direzione giusta (la stessa che in pratica dovrebbero
intraprendere anche altre regioni, come l’Emilia e la Lombardia), quella
cioè di rendere edotti gli interpellati dello “stato” delle sedi contestate
e permettere loro quindi di esprimere in risposta all’interpello ordini di
preferenze pienamente consapevoli.
Invece, la Puglia sta purtroppo inanellando un errore dopo l’altro, e tutti
molto gravi, nel procedimento di revisione ordinaria delle p.o. dei comuni
pugliesi. Ne parleremo presto in un’altra circostanza.

(Studio Associato)

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