Il conseguimento in forma associata di una farmacia e il possesso di una
quota di altra società – QUESITO
Ho partecipato con una collega al concorso straordinario e siamo in attesa
dell’interpello, ma la collega ha acquistato all’inizio dell’anno con
un’altra farmacista una farmacia rurale sussidiata con una quota del 50% di
una snc.
Vorrei sapere se l’acquisto di questa quota comporta conseguenze sulla
nostra posizione in graduatoria, oppure se il solo fatto di essere socio di
una snc è equiparabile alla titolarità imponendo perciò la vendita della
quota se vogliamo accettare la sede che ci verrà assegnata.
Ma in questo caso, non essendo passati i tre anni dall’acquisto della
quota, come farà la mia collega a liberarsene?

Avendo la Sua collega acquistato una quota di snc titolare di farmacia
rurale sussidiata, la vostra partecipazione “per la gestione associata” non
é incappata in alcuna causa di esclusione dal concorso e/o dalla
graduatoria, neppure se l’acquisto fosse stato effettuato prima della sua
pubblicazione (quel che non abbiamo potuto evincere dal quesito).
Ora, se mai alla Sua collega fosse imposto – perché sia riconosciuta alla
società formata tra voi la titolarità della sede assegnatavi dalla regione
– di liberarsi previamente della quota, la sua cessione non sarebbe
subordinata ad alcuna condizione temporale, perché il limite del triennio
opera per le sole farmacie condotte in forma individuale e quindi non per
le quote sociali che sono infatti trasferibili liberamente più volte anche
nel corso di uno stesso anno solare.
Senonché, e veniamo al punto, qui la Sua collega non sarà affatto tenuta a
cedere la quota, dato che un farmacista può acquisire contemporaneamente
partecipazioni in un numero… infinito di società titolari di farmacia
(rurali o urbane che siano) e a questo principio – che si trae dal dl.
Bersani del 2006 quando ha soppresso i limiti e vincoli previsti al
riguardo nell’art. 7 della l. 362/91 – non ha contemplato deroghe neppure
l’art. 11 del dl Crescitalia, nonostante gli assunti di segno contrario del
Min. Salute che si ricavano dalla famosa nota del 2012 sulla
“contitolarità”.
Quella nota, per la verità, non ha affrontato direttamente la questione
della compatibilità tra il conseguimento in sede concorsuale di una
farmacia in forma associata e il possesso (precedente o successivo) di una
quota in altra società di persone, perché in realtà si è preoccupata solo
di individuare un percorso qualunque – quello appunto della “contitolarità”
– per sostenere o tentare di sostenere (in risposta ad un quesito specifico
della Fofi) l’affermazione conclusiva di un supposto impedimento, da parte
del dl. Cresci Italia, al conseguimento per concorso, individualmente o in
forma associata, di due diverse sedi farmaceutiche.
Ma è chiaro che ritenere “contitolari” – cioè ambedue “titolari” – due (o
più) farmacisti, che si rendano congiuntamente assegnatari di una farmacia
all’esito di un concorso straordinario, comporterebbe fatalmente
l’applicabilità a loro carico (anche) della specifica figura di impedimento
prevista nell’art. 8, lett. b), della l. 362/91, quella cioè della
“posizione di titolare… di altra farmacia”.
Tornando quindi al Suo caso, laddove – molto ipoteticamente – trovasse
accoglimento la costruzione ministeriale, l’acquisizione per concorso da
parte vostra di una sede precluderebbe alla Sua co-associata la
conservazione della quota sociale, pena le conseguenze – che per di più,
sotto molteplici aspetti, si rivelerebbero molto gravi anche per la società
nel frattempo eventualmente tra voi costituita – descritte nel comma 3
dello stesso art. 8.
Sempre in tale evenienza, come accennato all’inizio, la Sua collega
dovrebbe perciò cedere – prima della formazione della società con Lei – la
quota oggi posseduta.
È uno scenario cui però, per le ragioni da noi illustrate più volte,
continuiamo a non credere affatto e forse, fortunatamente, sembrano almeno
per il momento non crederci neppure le due o tre regioni che stanno
procedendo alle assegnazioni definitive delle sedi e all’avvio delle
istruttorie funzionali al rilascio delle relative titolarità.
(gustavo bacigalupo)

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