Successione mortis causa: le regole per Imu e Tasi per l’anno di passaggio
– QUESITO
Lo scorso 24 ottobre è mancato mio padre, unico intestatario di un
appartamento, lasciandomi come unico erede. Papà aveva regolarmente pagato
per quest’anno soltanto l’acconto per la Tasi, perché, non essendo la sua
abitazione principale un immobile “di lusso”, per l’Imu non doveva nulla.
Dal canto mio, vivo in un altro appartamento con la mia famiglia. Come devo
regolarmi dunque per le due imposte sull’immobile ereditato per la restante
frazione del 2015?

La successione mortis causa determina, oltre che il trasferimento della
proprietà dell’immobile, anche quello delle relative obbligazioni, ivi
comprese quelle tributarie.
Questo effetto si produce dalla data di apertura della successione, che
coincide con quella del decesso, e non rileva quindi il momento della
presentazione della dichiarazione di successione, adempimento questo che va
assolto, secondo la legge, nel termine di dodici mesi da quell’evento.
Gli eredi dovranno perciò provvedere al pagamento dei tributi comunali in
nome del defunto fino alla data del decesso e in nome proprio da quel
giorno in poi e non certo – come pure taluni continuano a credere – dalla
data di presentazione della dichiarazione di successione.
Per l’anno di “passaggio” le imposte vengono calcolate in capo al defunto e
in capo agli eredi in ragione delle condizioni soggettive, delle quote
proprietà e/o delle frazioni temporali di possesso di ognuno di loro.
In particolare, vale per Imu e Tasi la stessa regola che valeva per l’Ici,
e pertanto il periodo di possesso nell’anno di riferimento viene computato
in mesi tenendo conto che quello di almeno 15 giorni deve essere
considerato come mese intero.
In questo caso il defunto deve dunque le imposte fino a tutto il mese di
ottobre, mentre gli eredi saranno obbligati in proprio solo per novembre e
dicembre.
Tuttavia, dato che l’appartamento costituiva per il defunto abitazione
principale il saldo del 2015 riguarderà solo la Tasi; invece gli eredi, per
i quali l’appartamento non ha questa destinazione, saranno chiamati a
saldare per il 2015 – anche se soltanto per due mesi – sia l’Imu che la
Tasi secondo le aliquote e le altre condizioni stabilite dal regolamento
del comune dove è situato l’immobile.
(stefano
civitareale)

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