Nuovi adempimenti e nuove sanzioni in materia di imposta registro

Continuando l’esame del decreto legislativo di approvazione delle nuove
norme in materia di sanzioni tributarie (v. Sediva news del 28/10/2015 e
del 2/11/2015), vogliamo porre l’attenzione su un onere che nella pratica
dovrà essere adempiuto spesso a decorrere dal 1° gennaio 2016, data
verosimile di entrata in vigore della nuova disposizione (sarà, come
riferito nelle news appena citate, la Legge di Stabilità a confermare
questa decorrenza).
Capita non di rado, infatti, che i contratti di locazione (per qualunque
uso, come abitativo, commerciale, ecc.) si interrompano prima dei termini,
oppure vengano prorogati anche tacitamente o ceduti ad un terzo.
In tutte queste ipotesi e quindi anche in quella frequentissima, come
detto, di proroga tacita (il c.d. 4+4 nei contratti abitativi o il 6+6 in
quelli commerciali), sarà obbligatorio presentare in modalità telematica o
cartacea – mediante un modello denominato “RLI” – una denuncia di avvenuta
proroga, risoluzione o cessione dei contratti di locazione.
Non sarà perciò più sufficiente, ad esempio nei casi di cessazione del
rapporto locativo, versare € 67 di imposta di registro, ma oltre a questo
adempimento sarà obbligatorio comunicare al Fisco l’evento con la
suindicata modulistica, e a maggior ragione nei casi in cui l’imposta di
registro non sia dovuta, come nell’ipotesi di opzione per la c.d. “cedolare
secca” da parte del locatore.
Attenzione perciò a non incorrere in un facile inadempimento fiscale.
Di contro, sono state ridotte le sanzioni previste per l’omessa
registrazione di atti nei trenta giorni successivi alla scadenza del
termine, che infatti va dal 60% al 120% dell’imposta dovuta, con un minimo
di € 200, mentre nei casi di registrazione effettuata oltre il trentesimo
giorno di ritardo la sanzione è confermata in quella attuale, che va dal
120% al 240% dell’imposta dovuta.
Si applicano anche nelle ipotesi di omesso versamento dell’imposta di
registro le riduzioni dovute con il “ravvedimento operoso” e perciò, se il
versamento viene effettuato:
– con un ritardo da 1 a 14 giorni, il ravvedimento costa lo 0,1%
giornaliero e va quindi dallo 0,1 all’1,4%;
– con un ritardo da 15 a 30 giorni, la sanzione ravveduta è dell’1,5%;
– con un ritardo da 31 a 90 giorni, la sanzione è pari all’1,66%;
– con un ritardo superiore a 90 giorni, ma non a un anno, è del 3,75%;
– con un ritardo non superiore a due anni, è del 4,28%;
– con un ritardo superiore a due anni, è del 5%.
Non è forse facilissimo districarsi in tutti questi adempimenti e calcoli,
ma lo Studio può naturalmente esservi di aiuto.

(Studio Associato)

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