Uno scontrino ancora più… parlante – QUESITO
La nostra clientela al momento del rilascio dello scontrino fiscale
“parlante” ci chiede spesso informazioni sulla detraibilità/deducibilità
fiscale delle spese fatte in farmacia e talvolta la perdita di tempo al
banco è notevole. Come possiamo fare per ovviare a questo senza scontentare
nessuno?

Una doverosa premessa: il farmacista – lo abbiamo già sostenuto in passato
su questa rubrica (v. Sediva News del 14/02/2008) – è esclusivamente
obbligato a rilasciare lo scontrino fiscale parlante su richiesta del
cliente e non è tenuto a fornire informazioni di tal genere, perché la
scelta di portare o meno in detrazione e/o deduzione nella dichiarazione
dei redditi le spese sostenute per farmaci o altro è soltanto demandata al
cliente stesso.
Se quindi la farmacia vuole farsene carico, si assume evidentemente anche
la responsabilità – sempre e soltanto nei confronti del cliente – di
eventuali errate informazioni.
Tuttavia, ci rendiamo conto che chi entra in farmacia si aspetta anche un
aiuto di questo tipo al momento dell’acquisto e ragioni di politica
commerciale consigliano di non applicare rigidamente la regola non scritta
appena ricordata, ma è bene avere le idee estremamente chiare su quello che
rispondiamo al cliente, consultando al minimo dubbio il nostro
commercialista.
C’è poi l’aspetto della fluidità del servizio al banco, compromessa in
qualche circostanza proprio dalla richiesta di queste ulteriori
informazioni sull’acquisto appena fatto, oltre a quelle di carattere medico-
farmaceutico di esclusiva prerogativa della Vs. professione.
Ebbene, a questo proposito ci pare interessante la soluzione “tecnica”
sempre più prediletta dalle farmacie e consistente nell’esporre già nello
scontrino parlante le indicazioni circa la deducibilità/detraibilità
fiscale di ogni prodotto acquistato.
In pratica un’opportuna funzione del software di gestione consentirebbe di
far comparire sullo scontrino al momento della stampa tali informazioni per
ciascuna referenza acquistata, fornendo anche il totale dell’importo di
spesa che il cliente potrà richiedere a sconto nella dichiarazione dei
redditi.
Il che consentirebbe anche senza alcun dubbio di soddisfare le richieste
dei clienti senza perdere troppo tempo al banco (ma invitandoli
semplicemente a consultare lo scontrino appena ricevuto) e tutto sommato
contribuirebbe anche probabilmente – almeno ci pare – a rendere un
immagine molto professionale del servizio offerto.
(stefano
civitareale)

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