Controlli sulle dichiarazioni: se arriva solo la cartella – QUESITO
Capita talvolta di ricevere cartelle di pagamento che fanno riferimento ad
avvisi di liquidazione della dichiarazione dei redditi, o a rettifiche
operate a seguito di richieste di documentazione per oneri deducibili e/o
detraibili, mentre magari non ho ricevuto né gli uni né le altre. Come ci
si può difendere?

Ricordiamo che i controlli preliminari del Fisco sulle dichiarazioni sono
essenzialmente di due tipi: con il primo (c.d. “ex art. 36-bis”), provvede
essenzialmente a ri-liquidare la dichiarazione controllando il risultato e
confrontandolo con i pagamenti effettuati, mentre con il secondo (c.d. “ex
art. 36-ter”) viene richiesta la documentazione di supporto degli oneri
deducibili e/o detraibili, operando le conseguenti rettifiche in caso di
non spettanza e/o difformità delle spese indicate in dichiarazione rispetto
alle risultanze della documentazione presentata.
E’ da rilevare, infine, che le comunicazioni ex art. 36-bis possono
riguardare anche la liquidazione definitiva di redditi soggetti a
tassazione separata.
Le somme dovute, in caso di mancato pagamento dell’avviso bonario, vengono
iscritte a ruolo con l’irrogazione della sanzione in misura piena (30%
dell’importo dovuto).
Ma che succede quando non si ricevono le comunicazioni e di tutta la
vicenda si viene a conoscenza soltanto dalla cartella di pagamento?
A questo proposito la Cassazione ha elaborato nel tempo i principi che
sintetizziamo qui di seguito.
Per quanto riguarda le comunicazioni ex art. 36-bis, l’emissione della
cartella di pagamento non è condizionata alla preventiva comunicazione
dell’esito del controllo al contribuente, salvo che emergano incertezze su
aspetti rilevanti della dichiarazione e/o gli errori contestati non siano
meramente formali (sent n. 14.144/13 e 8.342/12). Se quindi, ad esempio,
l’avviso riguarda il mancato versamento di somme risultanti dalla
dichiarazione sulla base della semplice ri-liquidazione della stessa, la
validità dell’iscrizione a ruolo non è condizionata all’avvenuta
comunicazione.
Ben diversamente, se l’omessa comunicazione riguarda l’avviso contenente la
liquidazione definitiva dei redditi a tassazione separata, la cartella
successivamente emessa è sempre nulla, dato che il mancato pagamento di
quanto emerge della comunicazione determina una violazione insanabile del
procedimento di liquidazione da cui consegue inevitabilmente
l’illegittimità della successiva iscrizione a ruolo (Ord. 11.000/2014).
A questa stessa conclusione la Suprema Corte è giunta per i controlli
formali ex art. 36-ter: l’omessa comunicazione comporta la nullità del
successivo atto di riscossione perché “appare evidente dal mero dato
normativo che al più inciso ‘controllo’ previsto dall’art. 36 ter,
rispetto alla ‘liquidazione’ ex art. 36 bis, il Legislatore abbia fatto
conseguire una fase procedimentale necessaria, di garanzia per il
contribuente, laddove il comma 4 in esame [dell’art. 36-ter] prevede
l’obbligo dell’amministrazione di comunicare i motivi della rettifica
operata in un’apposita comunicazione da effettuare al contribuente.” (Sent.
15.311/2014).
(stefano civitareale)

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!