La deducibilità dei costi sostenuti per l’abitazione assegnata all’ex
coniuge – QUESITO
Sono separato da un anno e mezzo e vorrei sapere se posso dedurre
fiscalmente le spese che sostengo per la manutenzione della casa dove
abitano l’ex coniuge e i figli, perché sono molto onerose trattandosi di un
appartamento che ha continue necessità di interventi

La risposta può essere affermativa.
Secondo l’art. 10, primo comma, lettera c) del TUIR sono deducibili dal
reddito imponibile “gli assegni periodici corrisposti al coniuge, ad
esclusione di quelli destinati al mantenimento dei figli, in conseguenza di
separazione legale od effettiva, di scioglimento o annullamento del
matrimonio o di cessazione dei suoi effetti civili, nella misura in cui
risultano da provvedimenti dell’autorità giudiziaria.”
E però, come del resto abbiamo rilevato già all’indomani della decisione
della Cassazione sul tema (Cass. n. 13029 del 24/5/2013), le spese cui
accenna il quesito vengono assimilate – quanto al diritto alla deduzione –
agli assegni periodici, perché anch’esse costituiscono in realtà, ai sensi
dell’art. 156 cc, un contributo di natura periodica al mantenimento.
Correlativamente, tali somme – al pari appunto degli assegni periodici –
saranno tuttavia imponibili per il coniuge percipiente (art. 50, comma 1,
lett. i), che dovrà quindi indicarli nella propria dichiarazione dei
redditi (l’ex coniuge non farà forse salti di gioia…); e questo
naturalmente vale anche se la spesa è sostenuta in forma rateale.
Ma se gli interventi sull’abitazione dovessero rivelarsi di natura
straordinaria, e conseguentemente assumere in pratica tutte le
caratteristiche di spese una tantum, le somme corrisposte e/o gli oneri
sostenuti – non assimilabili invece agli assegni periodici, che è la
condizione indefettibile per la loro deducibilità – non danno diritto ad
alcuno sconto fiscale e parimenti non possono costituire un reddito per chi
le riceve.
(mauro giovannini)

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