Dal 22 ottobre in vigore la nuova riscossione

Una riscossione più agile, razionale, e soprattutto dal volto più umano:
queste le linee guida della legge delega n. 23/2014 recepite nel Decreto
legislativo 24/09/2015 n. 159 (in GU del 07/10/2015 SO n. 55) in vigore dal
22 ottobre scorso.
Esaminiamo rapidamente in queste note le novità di maggiore impatto per i
contribuenti, riservandoci in prosieguo ulteriori approfondimenti.
Maggiori possibilità di rateazione per il pagamento dei tributi. E’ la
novità da salutare evidentemente con favore, visti i (perduranti) tempi di
crisi. Così gli avvisi bonari per importi inferiori a 5.000 euro potranno
essere dilazionati in un massimo di 8 rate trimestrali in luogo delle 6
attuali; per gli importi superiori a 5.000 euro resta fermo il numero
massimo di venti rate trimestrali; i pagamenti frazionati dovuti in base
agli accertamenti con adesione e in caso di acquiescenza per importi
superiori a 50.000 euro passano, invece, da 12 a 16 rate, ma per somme pari
o inferiori a 50.000 euro viene confermato il numero massimo di otto rate
trimestrali.
Debutta poi l’istituto del lieve inadempimento per il quale non si decade
dalla rateazione se quanto pagato per ciascuna rata non è superiore al 3%
dell’importo corretto, e comunque non è superiore a 10.000 euro, e se la
prima rata viene corrisposta con un ritardo di non oltre 7 giorni. Le
stesse “indulgenze” sono applicabili per il pagamento in un’unica
soluzione. Sarà più facile anche pagare a rate l’imposta di successione: la
dilazione – che prima poteva avvenire per un massimo di cinque rate annuali
– può ora essere effettuata con il pagamento della prima rata in misura non
inferiore al venti per cento e l’importo residuo in 8 rate trimestrali
ovvero in 12 per somme superiori a 20.000 euro. La rateazione, infine, non
è più condizionata al rilascio della garanzia.
L’aggio va in soffitta. Cambia il meccanismo di remunerazione degli agenti
della riscossione: non si parlerà più di “aggio” (termine storicamente
odioso…) ma di oneri di riscossione e di esecuzione, che saranno modulati
sui tempi di esecuzione del pagamento :1% in caso di riscossione spontanea
(ossia di iscrizione a ruolo non derivante da inadempimento, come quella
che riguarda alcuni tributi comunali); 3% in caso di pagamento nei 60
giorni dalla notifica della cartella; 6% in caso di pagamento oltre i
sessanta giorni.
Le misure attuali dell’aggio resteranno però in vigore fino al 31 dicembre
2015.
Un unico tasso di interesse sia per “dare” che per “avere”. Con le novità
che stiamo vedendo dovrebbe finalmente porsi rimedio anche all’attuale
sistema discriminatorio che prevede normalmente – oltre ad una “selva” di
diversi saggi di interesse secondo il tipo di pagamento e/o rimborso –
misure più alte del tasso per il versamento e la riscossione dei tributi
rispetto a quelle applicate per il loro rimborso. Il condizionale è
d’obbligo perché la norma di riferimento del decreto legislativo 159/2015
(art. 13) dispone testualmente che tale tasso “sia determinato
possibilmente in un’unica misura, nel rispetto degli equilibri di finanza
pubblica”.
Non è quindi sicuro che questa riunificazione possa essere portata ad
effettivo compimento, ma in ogni caso tale misura unica dovrà essere
compresa tra lo 0,5% e il 4,5% e verrà nel concreto fissata in un decreto
ministeriale attuativo (il solito… attuativo) da emanarsi entro novanta
giorni dalla data di entrata in vigore del D.Lgs. 159/2015 (20/01/2016) e
potrà, infine, essere rideterminata annualmente con le stesse modalità.
Riammissione dei contribuenti decaduti dalla rateazione. Coloro che sono
decaduti dal beneficio del pagamento rateale nei ventiquattro mesi
antecedenti l’entrata in vigore del Decreto legislativo 159/2015 (22
ottobre u.s.) possono essere riammessi alla rateazione per le somme non
corrisposte, fino ad un massimo di 72 rate, presentando una semplice
istanza entro il 21 novembre prossimo. Costoro, però, dovranno fare
particolare attenzione, dato che il mancato pagamento di sole due rate
consecutive (contro le cinque previste “a regime”, cioè per le rateazioni
ordinarie concesse per la prima volta a partire dal 22 ottobre) determinerà
la decadenza automatica dal beneficio.
Tuttavia, l’istanza di riammissione ha sempre l’effetto di bloccare nuove
misure cautelari e le azioni esecutive nel frattempo eventualmente
intraprese dall’agente della riscossione.
Cartelle recapitate a mezzo PEC (ma non per tutti). Viene esteso l’utilizzo
della posta elettronica certificata per la notifica delle cartelle
esattoriali: dal 1° giugno 2016, per ditte individuali, società e
professionisti iscritti in albi ed elenchi (i farmacisti ci sono tutti…),
la notifica delle cartelle avverrà soltanto in modalità elettronica, mentre
per i “privati” la novità sarà applicata ai soli contribuenti che ne
facciano richiesta. Consultare la PEC con regolarità, quindi, si rivelerà
sempre più importante (questo è anche un monito per le farmacie – purtroppo
numerose – che continuano a trascurare, se non ignorare del tutto, la posta
elettronica, pec o non pec…).
(franco lucidi)

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!