Legge di stabilità 2016: altre anticipazioni

E’ ormai prossimo il deposito da parte del Governo presso uno dei rami del
Parlamento del disegno di legge di stabilità 2016, perché si attende che da
un momento all’altro la Commissione Europea dia il placet definitivo sul
testo proposto, anche perché da quel che leggiamo non sembra che si siano
per il momento ravvisati nel provvedimento elementi macroscopici meritevoli
di essere confutati (e del resto, anche se così fosse, il nostro Premier
sembra orientato a procedere lo stesso…).
L’assenso della Commissione è comunque particolarmente atteso per quel che
concerne la riduzione dell’aliquota Ires (quella delle società di capitali
che ben presto interesserà anche le farmacie) dal 27,5% al 24% a decorrere
dal 1 gennaio 2016, anziché dal 1 gennaio 2017, in presenza di determinate
condizioni connesse alla flessibilità nei conti anche con riguardo alla
spesa sostenuta dallo Stato per l’accoglienza dei profughi.
Parrebbe peraltro che, di contro, debbano essere rimodulate le modalità di
tassazione dei dividendi, la quale in definitiva dovrebbe perciò aumentare,
incrementando l’attuale imponibile fissato nella misura del 49,72% del
dividendo percepito da una persona fisica.
E però, nell’attesa della risposta europea, si vanno via via chiarendo
alcuni aspetti delle norme approvate dal Governo, come quella riferita al
“maxi ammortamento” delle spese sostenute per l’acquisto di beni
strumentali, che infatti saranno assunte nell’ammontare corrispondente al
140% della spesa stessa includendo in quest’ultima anche gli acquisti
effettuati sin dal 15 ottobre 2015 (e quindi non solo quelli operati dal 1
gennaio 2016) e inoltre ne potranno beneficiare anche i lavoratori
autonomi.
A proposito di questi ultimi, è stata riformata la tassazione di coloro che
non superino i 30.000 € di fatturato, dato che per i primi cinque anni di
attività la tassazione è quella sostitutiva forfetaria del 5% dell’intero
ammontare dei compensi percepiti, mentre per i professionisti già in
attività ma con un fatturato sempre inferiore ad € 30.000 (attualmente il
limite è di soli € 15.000 e dunque il beneficio è scarsamente fruibile) il
regime di tassazione sostitutiva è corrispondente al 15% di un
coefficiente di redditività che dipende dal tipo di attività esercitato.
Un’altra buona notizia è per i titolari di partita iva iscritti alla
Gestione separata dell’Inps (non iscritti presso altre forme
pensionistiche), che vedono congelato l’aumento della contribuzione a loro
carico, che resta pertanto anche per il 2016 al 27% più lo 0,72% di
aliquota aggiuntiva.
Quanto ai professionisti titolari di pensione, o provvisti di altra tutela
pensionistica obbligatoria, devono all’Inps sempre il 24% del loro reddito.
Ben diversamente, guai in vista per i debitori, perché gli interessi di
mora – previsti dalla famosa disciplina europea (d.lgs 231/2002), e che
ammontano a circa l’8-9% annuo – si applicheranno anche alle transazioni
commerciali intercorse tra imprese e lavoratori autonomi, o tra lavoratori
autonomi, sempreché accordi privati non disciplinino diversamente
l’ammontare degli interessi moratori applicabili.
Dalla lettura definitiva del testo emergeranno altre novità di cui vi
daremo subito conto.

(stefano lucidi)

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