IL FARMACISTA “COMUNALE”, ANCHE SE CO.CO.PRO., DEVE RINUNCIARE AL RAPPORTO
SE VUOLE PARTECIPARE ALLA SOCIETÀ FORMATA CON I CO-VINCITORI – QUESITO
In caso di accettazione di una farmacia vinta a concorso in forma
associata, uno dei soci può operare come farmacista, con un contratto di
co.co.pro, per una farmacia comunale?

La risposta deve essere negativa, perché – indipendentemente da come possa
configurarsi sul piano giuslavoristico la co.co.pro. (tipologia lavorativa,
peraltro, ormai in via di estinzione per effetto del Jobs Act) – sta di
fatto che quel farmacista “comunale”, anche svolgendo attività lavorativa
all’interno di un rapporto non di lavoro subordinato, è in una situazione
di indiscutibile incompatibilità con lo status di socio.
Il collaboratore in una “altra farmacia” (diversa cioè da quella sociale),
infatti, è incompatibile in quanto tale, quindi anche nel caso in cui
prestasse l’attività in un rapporto di co.co.co. o nella veste di “partita
iva”.
Diversa è invece l’ipotesi di un farmacista che, ad esempio, svolga
un’attività di lavoro autonomo in un’azienda privata (non una farmacia,
naturalmente), fosse anche un’attività di ricerca.
Nel vs. caso, dunque, non c’è possibilità di conservare un qualsiasi
rapporto con la farmacia comunale (non importa se condotta in economia o
mediante azienda speciale, ovvero gestita da una società conferitaria a
partecipazione comunale, totale o parziale) e quindi dovrete provvedere
tempestivamente – cioè in tempo utile rispetto alla data in cui
costituirete tra voi la società che dovrà assumere la titolarità della
farmacia assegnatavi a seguito del concorso – a rimuovere questo
impedimento.

(gustavo bacigalupo)

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