Agevolazioni prima casa: per l’immobile in comunione legale è sufficiente
la coabitazione dei coniugi

In caso di acquisto di una “prima casa” operato in comunione legale,
l’agevolazione spetta anche se uno dei coniugi non risieda nell’immobile:
lo ha affermato recentemente la Suprema Corte (n. 16026 del 29/07/2015 Sez.
IV) confermando, del resto, una sua precedente pronuncia.
Quel che conta in ipotesi del genere – affermano gli Ermellini – è infatti
la destinazione dell’immobile a residenza della famiglia, non avendo alcun
rilievo che uno dei due coniugi non abbia fissato la sua residenza
anagrafica nello stesso comune, e questo vale in tutti i casi in cui il
bene sia diventato oggetto della comunione ex art. 177 c.c., quindi sia per
acquisto separato che congiunto dell’immobile.
Ai coniugi, infatti, non è imposto l’obbligo della comune residenza, bensì
della coabitazione (art. 143 c.c.).
Conseguentemente, secondo un’interpretazione della legge tributaria in
linea con questo principio, la coabitazione con il coniuge è sufficiente
per soddisfare il requisito della residenza, a fini tributari rilevando –
ancora una volta – non quella dei singoli coniugi ma la residenza della
famiglia.

(stefano civitareale)

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