Se vincono in forma associata due farmacisti già partecipi in altra società
– QUESITO
Abbiamo partecipato in forma associata al concorso straordinario e alla
presentazione della domanda eravamo entrambi dipendenti. Visto il protrarsi
dei concorsi e presentatasi l’occasione, poco tempo fa abbiamo acquistato
in società una farmacia rurale sussidiata. Dopo tre mesi è stata pubblicata
la graduatoria e siamo risultati tra i vincitori. Nell’eventualità
accettassimo la sede assegnata, cosa succederebbe alla farmacia che abbiamo
attualmente?

Anche se fosse stata effettuata nelle more della procedura concorsuale e
ancor prima della pubblicazione della graduatoria, l’avvenuta acquisizione
in forma sociale dell’esercizio – trattandosi di una farmacia rurale
sussidiata – non avrebbe comunque potuto incidere minimamente sulla vs.
partecipazione al concorso.
Perciò la vs. compagine associativa – almeno per tale aspetto – non può
essere esclusa dalla graduatoria né ovviamente dalla procedura.
Se poi, come sembra, acquisirete congiuntamente una delle sedi a concorso,
è largamente preferibile per varie ragioni – se addirittura non imposto
dall’art. 11 – che formiate tra voi una seconda società a nome e a favore
della quale sia riconosciuta la titolarità della farmacia.
Avremmo in sostanza due diverse società di persone, titolari di due diverse
farmacie, partecipate dagli stessi soci.
L’unico ostacolo a questo scenario finale potrebbe derivare dalla
condivisione – da parte della Regione e/o del Comune e/o dell’ASL – della
fantasiosa tesi della contitolarità, un’eventualità che, per noi ma non
solo, sembra del tutto priva di fondamento.
Vorrà dire che in tale denegatissima eventualità, le vs. ragioni dovranno
evidentemente essere riconosciute dal giudice amministrativo.
È forse possibile, ma soltanto possibile, che all’esito conclusivo dei vari
ricorsi – che verosimilmente saranno proposti da più fronti, da concorrenti
cioè che invochino l’applicazione di questa tesi a carico di chi li precede
in graduatoria e/o da concorrenti che sostengano invece quella contraria
pretendendo la duplice assegnazione – il Consiglio di Stato finisca per
impedire l’acquisizione (individualmente ma anche) in forma sociale di due
sedi in due diversi concorsi da parte della stessa compagine associativa,
ovvero da due compagini solo parzialmente diverse.
Ma questo, se sarà davvero così, non già perché il CdS avrà accolto –
questo è il convincimento da noi espresso ripetutamente – l’idea
ministeriale della contitolarità, ma piuttosto perché il Supremo Consesso
avrà ritenuto che la ratio desumibile dall’incipit dell’art. 11 del d.l.
Cresci Italia (“…favorire l’accesso alla titolarità… da parte di un più
ampio numero di aspiranti…”) si frapponga come un ostacolo insuperabile
alla duplice assegnazione concorsuale.
A noi pare invece, lo ribadiamo anche qui, che l’incipit possa di per sé
essere spiegato, e al tempo stesso esaurirvisi, con l’espresso divieto
imposto a “ciascun candidato” di partecipare a più di due concorsi
straordinari, senza dunque necessariamente poter/dover andare oltre nella
configurazione del suo ambito di operatività.
Ma, ripetiamo, sia nella specifica vicenda descritta nel quesito (vincitori
in forma associata che abbiano assunto nella fase post-graduatoria la veste
di soci in un’altra farmacia), come anche nel caso in cui uno o più co-
vincitori abbiano partecipato già quali soci di società titolari di
farmacie rurali sussidiate o soprannumerarie, questo problema non si pone
affatto, perché a seguito di concorso i vincitori in forma associata –
nell’una come nell’altra evenienza – hanno conseguito una sola sede
farmaceutica.
(gustavo bacigalupo)
*/ap/adp

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