I BUONI PASTO “ELETTRONICI” POSSONO AGEVOLARE E ACCENTUARE I CONTROLLI

Dallo scorso primo luglio – come stabilisce l’art. 1 comma 16 della legge
di stabilità 2015 – il valore facciale-limite di esenzione da tasse e
contributi per i buoni pasto elettronici è salito a 7 euro, contro i 5,29
di quelli cartacei.
L’intento del legislatore, intuibilmente, è quello di agevolare la
diffusione dello strumento elettronico e perciò ridurre (e con il tempo
eliminare) i voucher “cartacei”.
Tuttavia, per realizzare quest’obiettivo bisognerebbe prima risolvere
alcuni problemi operativi di cui, del resto, abbiamo già avuto occasione di
parlare (v. Sediva News del 04/03/2015).
In questo contesto, invece, ci preme rilevare un altro aspetto della
novità, e cioè che la tracciatura dei ticket-restaurant comporterà senza
dubbio la possibilità di effettuare un controllo capillare del concreto
utilizzo, dalla loro emissione alla loro assegnazione al singolo
dipendente, fino alla presentazione dei ticket presso un esercizio
convenzionato per il consumo.
Potrebbe (dovrebbe…) essere una buona occasione per contrastare gli abusi
che a tutt’oggi sono possibili con i buoni cartacei diventati praticamente
– in perfetta collisione con la loro funzione originaria, d’altra parte ben
delineata dal D.P.C.M. del 18/11/2005 – “denaro contante”.
I buoni pasto, infatti, essendo un servizio sostitutivo di mensa aziendale,
come chiaramente dispone il citato provvedimento (cfr. art. 2, comma 1,
lett. a e 5, comma 1, lett. a), devono/dovrebbero essere usati
quotidianamente dal dipendente e solo al loro fine “edittale”; inoltre, non
soltanto non sono cedibili, commerciabili e (men che meno) convertibili in
denaro (art. 5, comma 1, lett. d) ma non sono, a rigore, neppure
cumulabili.
Sarebbe dunque contraria alla norma anche la prassi (diffusissima) di
raccoglierli per utilizzarli in un colpo solo al supermercato per le spese
alimentari della famiglia.
Ci auguriamo però che, se controlli ci saranno, vengano perlomeno
indirizzati verso gli abusi più gravi, senza pertanto incattivirsi per
violazioni più lievi come quella da ultimo descritta, specie in tempi di
crisi come sono tutt’ora quelli attuali.

(stefano
civitareale)

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