SUL LAVORO STRAORDINARIO IN FARMACIA – QUESITO

La nostra collaboratrice farmacista lavora nella farmacia da 3 anni con un
orario settimanale di 39 ore suddivise in 5 giorni e mezzo lavorativi
(sempre liberi sabato pomeriggio e domenica).
Avendo deciso con l’altro mio socio di alternarci tra noi nei turni di
reperibilità settimanali (inclusa apertura domenicale) è molto probabile
che sia necessaria la presenza della dipendente farmacista per qualche ora
in un paio di giornate festive in cui spetterà a me la reperibilità
(parliamo di una copertura dalle 3 alle 4 ore rispetto alle 7 ore di
apertura giornaliera).
Vi chiedo:
– posso gestire io direttamente la richiesta alla dipendente di rendersi
disponibile per la copertura di tali ore nei giorni festivi o necessita
anche il consenso dell’altro socio?
– ipotizzando mezza giornata, ovvero 4 ore di lavoro nel giorno festivo o
domenicale (che sommate alle 39 ore settimanali farebbero 43 ore, quindi
ben al di sotto del tetto massimo di 46 ore previste dal CCNL), la
collaboratrice avrà comunque diritto ad una intera giornata di riposo nella
settimana successiva oppure solo mezza giornata (ovvero le stesse ore
coperte dal turno straordinario)?
– avendo già accennato alla stessa dipendente la possibilità che necessiti
in futuro una sua disponibilità in base a quanto sopra descritto e tenuto
conto che l’interessata ha precisato che “preferirebbe non fare turni
festivi”, resta lei comunque obbligata a coprire la mia richiesta?

Queste le risposte alle tre domande.
➢ Il potere direttivo, di controllo e disciplinare è demandato al titolare
dell’esercizio nel caso di impresa condotta individualmente, mentre – ove
il titolare sia una società di persone,come nella vicenda da Lei
descritta – spetta all’amministratore o agli amministratori (in forma
disgiunta o congiunta tra loro, secondo le previsioni del vs. atto
costitutivo/statuto).
A costoro, disgiuntamente o congiuntamente, compete dunque anche disporre
l’effettuazione da parte del personale dipendente di ore di lavoro
straordinario.
➢ Il CCNL prevede che “Quando nella giornata della domenica o nella
giornata stabilita per il riposo settimanale la farmacia deve rimanere
aperta al pubblico per turno stabilito dalle autorità, il lavoratore è
tenuto, se richiesto, a prestare normale servizio ed ha diritto di godere
del riposo compensativo in altra giornata della settimana per 24 ore
consecutive”.
Perciò, in sostanza, quando il dipendente deve coprire il turno domenicale
o festivo di apertura della farmacia – laddove, beninteso, egli sia assunto
con contratto FULL-TIME – l’impresa, secondo le esigenze aziendali, può
modificare sia l’orario giornaliero che i turni di lavoro, provvedendo
ragionevolmente a spostare o a riorganizzare questi ultimi.

Resta inteso che nelle ore di lavoro prestate nelle giornate festive spetta
sempre, come noto, la maggiorazione sulla retribuzione.
➢ Il datore di lavoro, infine, può naturalmente chiedere prestazioni
lavorative straordinarie, eccedenti quindi l’orario normale di lavoro, ma
deve tuttavia sempre tener conto dei servizi per turno e il dipendente
potrà esimersi solo per giustificati motivi.
La richiesta di lavoro straordinario deve peraltro in ogni caso avere
natura non continuativa, anche se non necessariamente del tutto episodica o
occasionale, e invece si possono stabilire straordinari fissi soltanto
quando vi sia una specifica volontà delle parti in tal senso.
Nella vs. vicenda specifica, in definitiva, la richiesta di ore
straordinarie, proprio perché contemplata per casi sostanzialmente
peculiari, sembra del tutto legittima e non eludibile dalla collaboratrice
se non appunto per giustificati motivi.

(luisa santilli)
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